Pare che al Milan si riesca a parlare della squadra soltanto davanti a delle buone portate. Farlo in un semplice ufficio ormai è sorpassato, un po’ come il ruolo di Direttore Sportivo. Cene e cene si susseguono. Una volta c’è Galliani con Tizio, un’altra sempre Galliani con Caio. L’ultima cena si è svolta ad Arcore, dopo la partita Monza-Milan nella quale i rossoneri hanno sbriciolato la squadra brianzola grazie anche ad una strepitosa azione del gioiellino (per ora solo presunto) Mastour.  Secondo i ben informati, gli invitati, ognuno badando bene di non uscire dai binari del proprio ruolo (l’ultimo che c’ha provato è stato sommerso da quintalate di merda nel giro di pochissimo tempo), hanno informato il presidente (da qualche giorno sorprendentemente non più pedofilo) sulle ultime novità: Barbara gli ha detto che Casa Milan è una figata; Inzaghi – davanti a un bel piattone di bresaola – lo ha  rassicurato che il suo grande entusiasmo è ancora intatto; Galliani, nelle rare occasioni in cui non aveva la bocca piena, ha ribadito che se non parte qualcuno non arriva nessuno, e che se non arriva nessuno siamoapostocosì. Sempre secondo i ben informati sembra addirittura che Silvietto fosse molto interessato a quanto gli veniva detto. Straordinario davvero: un proprietario interessato alla squadra che gli appartiene.

Ma a parte tutto il grottesco che viene detto sul Milan in questi giorni (ho letto sorridendo cronache da Istituto Luce e liste di giocatori impossibili che staremmo trattando), l’atmosfera che sto percependo non mi sembra poi così malvagia. Lo zoccolo duro dei senatori (oddio, mi viene un po’ da ridere a definirli così) sembra gradire il nuovo allenatore, e infatti sta infarcendo di chili di miele le dichiarazioni alla stampa affinché tutti lo sappiano. Nelle prime due amichevoli sono stati provati alcuni interessanti giovincelli e, se Inzaghi avrà il coraggio – e l’entusiasmo – di metterli in campo anche in campionato, potremmo assistere a qualcosa di nuovo, di diverso. Per lo meno a qualcosa di stimolante.

Sì perché di stimoli quest’anno dovremo sforzarci un po’ anche noi di trovarne per continuare a seguire la squadra con lo stesso entusiasmo (ahi, ci sto cadendo anche io) di un  passato peraltro non recentissimo.

Balotelli – checché se ne dica il nostro giocatore migliore – difficilmente resterà. Le cifre che leggo in giro con le quali potrebbero acquistarcelo sono ridicole (20 milioni o poco più), ma di questo dobbiamo ringraziare lui stesso, la Nazionale italiana che ai mondiali ha fatto cagare, i suoi compagni che hanno fatto lo scaricabarile e i media nostrani che ne sono ossessionati.  Non ci sarà più Balotelli quindi, però ci sarà El Shaarawy, sperando che sia tornato fisicamente, psicologicamente, tecnicamente quello di due anni fa. Ci sarà Saponara trasformato da Inzaghi in interno di centrocampo. Ci sarà Menez che ha talento da vendere e se non farà le bizze si collocherà alla perfezione nel 4-3-3 che ha in mente Inzaghi. Ci sarà qualche giovane promettente che l’allenatore promuoverà dalla sua ex Primavera – e questo è l’aspetto più stuzzicante della faccenda. Poi forse ci sarà qualche rinforzo laddove necessita.  Ma con l’Imperatore del Mercato ad occuparsene non è poi così scontato,  per cui dovremo accontentarci degli stimoli sopra elencati, per ora.  Altro non possiamo fare.