c p lUn 2015 iniziato male continua pure peggio; Inzaghi, ormai alle strette, ha due partite per riconquistarsi la fiducia della società, la prima della quale contro la Lazio nell’anticipo della prima giornata di ritorno di campionato. Armero e Abate titolari sulle fasce, Cerci ancora in panchina, Montolivo in posizione più avanzata, El Sharaawy dal primo’ sono le cose che più saltano all’occhio di un Milan che, a detta di Superpippo, “giocherà con la bava alla bocca”…

I biancocelesti partono in quarta ma sono i rossoneri a passare in vantaggio al 3′ con Menez su ripartenza (fondamentalmente il nostro unico schema); purtroppo, è solo un’illusione, perché a fare la partita saranno solo i padroni di casa. Nonostante due episodi in area da rigore del Milan (contrasto Bonaventura/Radu dopo neppure 1′, trattenuta di Mexes su Mauri al 42′) sul quale l’arbitro soprassiede, il Milan regge, ma non senza soffrire, alle incursioni della Lazio. Diego Lopez salva il risultato in almeno un paio di circostanze, cercando di porre rimedio agli svarioni di Armero e Mexes…

Dici a te stesso che in fondo, per quelli che sono i nostri standard attuali, può andare bene anche così, ma è solo una vana speranza; non abbiamo mordente e dignità per un (non) gioco di questo tipo, oltre ad una dignità di squadra già persa da tempo. La cattiveria che avremmo dovuto mostrare in campo latita già nei primissimi minuti della ripresa; tempo solo due minuti e al 47′ la squadra di Pioli pareggia con Parolo. Armero non chiude su un cross dalla destra e per l’attaccante laziale è un gioco da ragazzi superrae Diego Lopez con un tiro di prima (Poli dorme sulla marcatura)…

Il raddoppio al 50′: il nostro degnissimo capitano Montolivo (che forse se la gioca con Collovati per credibilità e prestigio), quello a cui non va bene nessun allenatore (si domandi però quanto vada bene lui a noi tifosi) effettua un retropassaggio criminale (uno stupro tattico, per dirla à la Betis) che, causa incomprensione con la Barbie, permette a Klose di portare in vantaggio i capitolini…

Il Milan non c’è; Cerci e Pazzini entrano in campo nelle battute iniziali della ripresa ma nulla cambia; L’ex Atletico Madrid tenta qualcosa ma è solo, è come se tentasse di predicare nel deserto. La squadra, con il Faraone, Menez, il Pazzo e Cerci, è squilibrata e quindi non sorprende il terzo gol dei padroni di casa all’80’ con Parolo (Djordjevic s’infortuna seriamente durante l’azione). Prima della fine di una prestazione insulsa, c’è tempo al 91′ per l’espulsione di Mexes, autore di una sceneggiata isterica che gli vale il rosso diretto; intendiamoci, è ancora poco rispetto a quello che noi tifosi dovremmo manifestare nei suoi confronti (e non solo contro di lui)…

Partita da dimenticare; quel che è peggio, siamo solo all’inizio del girone di ritorno. Questa stagione sembra non finire mai…

CONSIDERAZIONI:

Credo che Abramo Lincoln non si sarebbe mai battuto per i neri se avesse visto giocare nel Milan Aguero, Essien, Muntari e Zapata…

Se proprio non si sa andare oltre il concetto di contropiede e ripartenza, beh, allora pigliamoci un Trapattoni; facciamolo però quanto prima…

Inzaghi deve pagare, i giocatori (incompetenti, viziati, svogliati, per non dire altro) pure; dovrebbe pagare anche la società, ma questa è purtroppo intoccabile…

Rivoglio il mio Milan, rivoglio giocatori che riaccendano in me la passione per i due colori del mio cuore, rivoglio sangue, lacrime, sbattimento, grinta, anima, cuore; rivoglio l’applicazione pratica del credo del nostro fondatore e non una squadra impaurita e priva di sostanza…

Rivoglio tutto questo…