Gufo anche quando il mio Milan si trova in mano a Cristo.

Gufo anche quando il mio Milan si trova in mano a Cristo.

Bah – A mio avviso non ha molto senso pensare di sostituire Filippo Inzaghi a questo punto della stagione, o, come minimo, non mi sembra una mossa le cui motivazioni presentino un’indiscutibile forza. Dopo questo turno di campionato saranno solo undici le giornate rimaste da giocare e, per un tale breve periodo, l’unica prospettiva sarebbe una soluzione-ponte, che forse potrebbe dare una scossa all’ambiente, portare qualche tocco di esperienza in più e magari risolvere situazioni che ormai si sono incancrenite, però, ecco, si tratterebbe giusto di qualche punto in più – punto in più che potrebbe venire anche da un colpo di coda come quello prenatalizio, che regalò, giocando talvolta decentemente, talvolta male, qualche punto inaspettato (si vedano i risultati contro Napoli e Roma, ad esempio). Per fare un paragone, aveva più senso l’esonero di Massimiliano Allegri dello scorso anno che, da lungo tempo sulla panchina rossonera, si ritrovò a terminare il girone di andata con un bottino oggettivamente magrissimo e che vedeva iniziare un’era, quella di Seedorf, che all’epoca pareva essere destinata a durare a lungo – poi è andata come sappiamo, ma è un’altra storia.

E’ vero che quest’anno il settimo posto in Serie A può valere l’Europa League, grazie alla possibilità che una squadra italiana vinca il secondo trofeo continentale (benché solo il Napoli sia reduce da un buon risultato, mentre Torino e Inter sono già chiamati all’impresa nel ritorno degli ottavi di finale e Fiorentina e Roma sono di fronte in uno scontro diretto) e che questo settimo posto al momento dista solo due punti (ma con una partita in più a nostro favore), però, ecco, io non sono convinto che il cambio serva.

In termini di punti: siamo vicini a questo settimo posto colmo di speranza e di ipotesi tutte da realizzare grazie a/nonostante Filippo Inzaghi in panchina, quindi, quale decisione può dare al Milan quegli extra-punti che lo avvicinino a questo obiettivo minimo? Un cambio di panchina o un semplice mutare degli eventi in senso positivo con Inzaghi ancora al suo posto, come abbiamo già visto un paio di volte in questo campionato? Entrambe le risposte possono essere corrette.

Gli avversari – La Fiorentina viene da un giovedì di coppa che l’ha vista pareggiare in casa con la Roma per 1-1 e il cui ritorno è previsto già per la prossima settimana. Salta l’incontro Pizarro che, benché non sempre titolare fisso (quest’anno Montella ha provato spesso a fare il fenomeno, tentando di mostrare che lui e le sue mosse sono più importanti degli uomini che mette in campo), è spesso, quando schierato, uomo d’ordine capace di creare gioco e lanciare i compagni.

Le altre – La Juventus potrebbe tentare un sostanzioso turnover questo pomeriggio a Palermo, mentre, tra le squadre che ci sono subito davanti, l’Inter bastonata a Wolfsburg e che ospita il Cesena in casa perde Juan Jesus (squalifica), Obi e Campagnaro (infortunio), mentre il Torino attende quasi in formazione tipo la Lazio.

Da seguirePalermo-Juventus. I siciliani hanno gente peperina davanti e i biancoluridi potrebbero avere la testa alla Champions League.

Da evitareRoma-Sampdoria, perché vedere agonizzare nel gioco e nelle gambe questa Roma che per tanti motivi si è sfasciata è un po’ un dispiacere (almeno per me).

IL PROGRAMMA DELLA 27a GIORNATA

Sabato 14 marzo
– ore 18:00: Palermo-Juventus
– ore 20:45: Cagliari-Empoli

Domenica 15 marzo
– ore 15:00: Atalanta-Udinese
– ore 15:00: Genoa-Chievo
– ore 15:00: Sassuolo-Parma
– ore 18:00: Verona-Napoli
– ore 20:45: Inter-Cesena

Lunedì 16 marzo
– ore 19:00: Fiorentina-Milan
– ore 19:00: Torino-Lazio
– ore 21:00: Roma-Sampdoria