romaRomagnoli è del Milan, finalmente. Sempre che l’acquisto non slitti all’ultimo momento o che Silvietto non si alzi col piede sbagliato e annulli l’operazione con uno dei suoi “memorabili” interventi risolutori.  Alessio ha 20 anni, è mancino, dispone di buona tecnica e del fisico giusto, gode della fiducia di un allenatore che lo ha fortemente voluto ed è già sufficientemente esperto di serie A. Il suo acquisto è stato una buona idea, chiunque l’abbia avuta, e una buona operazione, chiunque l’abbia portata a termine (lo so chi è stato, ma non voglio dargli soddisfazione). Un’operazione molto onerosa? Forse troppo? Sì, forse, si tratta pur sempre di un ragazzino. Mi disturba la cosa? Assolutamente no. Non me ne frega una mazza. A me gli acquisti di Bertolacci e Romagnoli (costo complessivo: 50 cocuzze, più o meno) sono piaciuti molto, al di là del fatto che il primo abbia fatto cagare nelle prime uscite, e il secondo probabilmente lo imiterà impiegando un po’ di tempo per dimostrare di che pasta è fatto.  Bertolacci non è Albertini (non avrei scritto Pirlo manco sotto tortura) né forse mai lo sarà, ma è un buon giovane centrocampista; Romagnoli non è Nesta come qualcuno ha azzardato – bestemmiando – e forse neppure Costacurta, ma se fosse un Marione Yepes di vent’anni ci sarebbe da festeggiare per settimane. Inoltre entrambi, oltre che giovani, sono italiani: due caratteristiche fondamentali per costruire un gruppo importante in cui inserire gradualmente altri giocatori, si spera top players. Ora attendiamo altro, molto altro, che sia il sempre più lontano Ibra  oppure no. Poiché, sebbene siano stati spesi cento milioni circa, c’è ancora molto, moltissimo da fare. Non siamo affatto apostocosì, insomma.