sebaE’ stata la domenica del record diBuffon 2012 Sebastiano Rossi battuto dopo ben 22 anni. Il successore del nostro ex portiere è degnissimo: trattasi di Gigione Buffon, grande esperto nel cacciarsi in situazioni imbarazzanti e autore di dichiarazioni che variano dal raccapricciante al demenziale, ma, calcisticamente parlando, senza dubbio alcuno una specie di mostro di classe, serietà, longevità e talento. Premetto che non me ne fregava una mazza del record di Seba, portiere sopravvalutato e persona che ho sempre trovato insopportabile, tuttavia i peana dei media sulla faccenda mi hanno veramente seccato; fare paragoni fra i campioni del passato e quelli odierni è sempre esercizio ozioso, nel senso che è impossibile stabilire se Maradona sia meglieppelè  o Messi il calciatore più forte di sempre, ma ciò che ho sentito sulla difesa juventina di oggi e i paragoni che sono stati fatti con quella del Milan che blindava il vecchio Seba negli anni ’90 sono pura blasfemia calcistica. Un obbrobrio, che mi rifiuto di ripetere ma che potete facilmente immaginare.

L’annosa questione dell’allenatore del Milan: tralasciamo i gusti personali una volta tanto, nel senso che, se a me fa cagare il tipo di gioco imposto dall’allenatore Tizio, non c’è al mondo un pirla qualsiasi che possa rimproverarmi per questo. I gusti son gusti. E’ come se non mi piacesse che so, Lucia Javorcekova elucia qualcuno volesse a viva forza costringermi a uscirci in bici assieme. Però insomma, quando si straparla di belgiuoco bisognerebbe sempre tenere conto del fatto che in campo ci vanno i calciatori, con le loro caratteristiche tecniche, personalità e il loro talento. A Mihajlovic si può rimproverare di tutto, ma farlo perché non riesce a produrre uno spettacolo divertente con la banda di scarpari che gli è stata affidata, o perché non fa giocare Tizio al posto di Caio quando Tizio è palesemente scarso quanto Caio se non di più, è fuori da ogni logica. Affermare che con Sarri avremmo visto lo stesso gioco oggettivamente divertente che si stanno godendo i napoletani è pura follia (o malafede). E’ la disperazione che ti ci porta: quando non riesci più a vedere una via d’uscita, finisci per aggredire l’anello più debole. In determinate situazioni brocchila cosa può anche funzionare (risse da strada, conflitti armati, gang bang),  nella gestione di una squadra di calcio, la storia lo insegna, non serve a una mazza nella migliore delle ipotesi, nella peggiore è deleteria. In ogni caso, coloro che attualmente hanno come unica ragione di vita la cacciata di Sinisa non dovranno attendere granché: nove partite e passa la paura. Non vedo l’ora di godermi il gioco spumeggiante che il grande Mister Brocchi metterà in scena per i nostri finissimi palati il prossimo anno; mmmmhh, ho già l’acquolina in bocca.

Jeremy Menez — calciatore dal curriculum caratterizzato da ineccepibilemenez professionalità, che sta allenandosi duramente da mesi per consolidare i suoi dieci minuti di autonomia nelle gambe — durante la gara contro la Lazio pare abbia in un primo momento rifiutato di effettuare il riscaldamento, e soltanto dopo le insistenze di quel petulante del vice-allenatore Sakic abbia acconsentito a procedere con le operazioni, per poi illuminare con la sua immensa classe il finale di partita. Niente, ci tenevo soltanto a ringraziarlo per cotanta generosità.