Il periodo è quello che è. Sabbia, mare, ombrellone, lunghe nuotate, pelle ustionata dal sole. Vacanze, insomma. C’è di peggio. Ci godremo tutto questo ancora per poco, prima di sprofondare nuovamente nel grigiore invernale. E, si spera, nell’inizio di qualcos’altro.

presentazione nuovo allenatore F.C. InterMarco Fassone. Dopo la tanto agognata cessione, è stato ufficialmente annunciato dalla nuova proprietà il nuovo direttore generale Marco Fassone. Non uno tanto bello a vedersi a dire il vero, ma chi se ne frega, la maggior parte di noi è etero, inoltre nel ruolo che egli andrà a ricoprire il lato estetico non ha alcuna importanza (anche perché non è che prima fossimo al top in questo senso, per così dire). A noi serviva un professionista vero, uno che mettesse ordine nell’immenso bordello creato dalla precedente gestione. Marco (nome fantastico) Fassone, classe 1964 (leva fantastica), solida esperienza come manager in campo sportivo: prima Juventus, dove peraltro è stato fra gli artefici del progetto Juventus Stadium (speriamo possa ripetere l’impresa a Milano sponda rossonera), poi Napoli e Inter, entrambe lasciate dopo poco tempo per motivi non noti, ma non certo per incapacità nello svolgimento del suo lavoro. Approvo la scelta, insomma. Le puttanate tipo “è un ex gobbo, o “è un ex interista” le lascio ad altri, a coloro che non sono in grado di comprendere la parola “professionista”. Poi, qualora Fassone fra due o tre anni non dovesse avere ancora prodotto evidenti miglioramenti, un bel calcio nel culo com’è giusto che sia, e come invece non è mai accaduto al suo predecessore, sebbene quest’ultimo l’avesse meritato svariate volte nel corso della sua (troppo) lunga carriera. Buon lavoro.

Lettera d’addio. Silvio ha pubblicato una lettera d’addio sulla sua pagina Facebook. C’è chi si è commosso, c’è chi lo ha ringraziato sentitamente, c’è chi ha sbavato veleno su coloro che si erano rotti le scatole e ne stanno festeggiando l’addio. Ho già scritto come la penso: dovrebbe essere Silvio a ringraziare i tifosi, o al massimo dovrebbe esserci reciprocità. Nella sua lettera Silvio accenna qualcosa anche sui tifosi, per la verità, ma in maniera a mio avviso molto, troppo blanda. Ma fa niente, è già tanto che non  abbia  rinfacciato loro il denaro speso, come d’abitudine. Certo, non è vero che egli acquistò il Milan per amore, né che ora lo stia cedendo per lo stesso motivo: trent’anni fa lo fece per le sue aziende, ora lo sta facendo per lo stesso scopo. Insomma, più che una faccenda di cuore è stata una faccenda di denaro in entrambi i casi. Motivazione peraltro più che legittima il denaro, per un imprenditore, così com’è legittimo che lui ora mistifichi un po’ la realtà; l’importante è non lasciarsi ingannare per l’ultima volta.

bentancurMercato. L’ultimo nome caldo è il giovane talento uruguagio del Boca Juniors, tale  Rodrigo Bentancur. Pare si possa fare e che il ragazzo sia un centrocampista  po’ acerbo, ma talentuoso, una specie di nuovo Pirlo. Non avendolo mai visto giocare non posso pronunciarmi; diciamo che le caratteristiche tecniche e anagrafiche del giocatore sono interessanti, quanto a Pirlo beh, ci andrei piano. Premesso che anche il prossimo torneo dovremo godercelo da metà classifica e occorrerà molto tempo per restituire un certo valore tecnico alla rosa del Milan, bisogna ammettere che gli unici due acquisti finora portati a termine, Lapadula e Gomez, e quello possibile di Bentancur, sembrano qualcosa di diverso rispetto al passato.

Galliani. Adrianone mi ha fatto incazzare come pochi nell’universo Milan in questi ultimi trent’anni. Ma spesso mi ha fatto anche sorridere. Involontariamente, ma lo ha fatto. Leggendo la Gazza mi sono imbattuto in una sua precisazione inviata al giornale nella quale smentiva categoricamente che i suoi incontri in un ristorante ibizenco  con Pablo Cosentino, ex amministratore delegato del Catania ora squalificato,  fossero per lavoro. Solo cene fra vecchi amici, niente lavoro, scrive Galliani. Adrianone caro, ma perché affannarsi a smentire? Noi non avevamo dubbi.