A TUTTO CAMPO…GHOST TO GHOST

Inutile negare che la vicenda Donnarumma ha scosso l’ambiente rossonero ma ha anche confermato l’inizio di importanti cambiamenti.
Come ho già avuto modo di scrivere, Casa Milan è diventata il centro operativo di tutte le trattative. Procuratori e addetti ai lavori passano dagli uffici di Fassone e Mirabelli che lavorano molto alacremente ma, soprattutto, con discrezione.
Dunque basta fanfare, basta proclami ma, spesso, trattative concluse positivamente.

Inutile dire che ci eravamo ormai disabituati, negli ultimi anni, a queste cose. Fa piacere, tra l’altro, constatare che tutto avviene alla luce del sole. Una comunicazione chiara, veloce, al passo con i tempi, firme dei contratti in diretta FB.

Tutto questo ha portato credibilità, ad una coppia di dirigenti che sono arrivati al Milan, con strade provenienti dai lidi degli avversari storici, e accolti con legittimo sospetto fino alla prova dei fatti: la conferenza di presentazione della nuova Società.
In quell’occasione abbiamo avuto piacevoli sorprese e ci siamo schierati apertamente con il nuovo corso. Un Fassone che ha risposto nel merito, con chiarezza e convinzione, a tutte le domande che gli sono state fatte, ha dato il via a questa iniezione di fiducia, di credibilità.

Questo preambolo solo per arrivare al punto, a mio avviso da non sottovalutare, emerso dall’ultima vicenda di casa nostra: attraverso questa fiducia, conquistata mostrando la faccia e parlando con chiarezza, i tifosi sono tutti dalla parte della Società. Dunque il potere contrattuale non si limita più ai capitali e ai denari da investire, ma anche con un fronte esterno fatto di tifosi che dimostrano concretamente di appoggiare le scelte e le linee societarie.
La possibilità di riaprire un dialogo con Donnarumma, è figlia dei tifosi Polacchi che hanno contestato il portiere durante la partita, è figlia dei tifosi come noi che scrivono nel web e sui social, è figlia dei tifosi da Stadio. Figlia dell’AC Milan nella sua totalità.

Ecco, allora, che anche il regno di Raiola inizia a scricchiolare. E’ sempre più solo perché ha fatto una cazzata enorme nel sottovalutare questo aspetto, ha fatto una cazzata enorme volendo ingozzarsi di quattrini, ha fatto una cazzata enorme a esporre un ragazzone di 18 anni alla gogna che ne è derivata. Ora, leggendo e ascoltando notizie in merito, pare che la famiglia del ragazzo voglia chiedere conto a Raiola del perché il loro ragazzo stia subendo questi sberleffi a livello mondiale, stia compromettendo con violenza la sua immagine, sia diventato triste e preoccupato. Nei suoi panni, la situazione non è affatto piacevole da gestire se, chi hai chiamato a gestirla, la appesantisce ulteriormente con scuse e argomentazioni risibili.

Le proposte economiche fatte dalla Società sono tutto, fuorché inadeguate. E arrivo persino a comprendere ed appoggiare Mirabelli, se avesse proposto a Raiola un soggiorno prolungato in Aspromonte. Se le famose minacce di morte denunciate dal procuratore, fossero reali, porterebbero ad una denuncia e ad una indagine, ma ad oggi non c’è ancora nulla.
Crolla la credibilità, crollano le argomentazioni, crolla tutto.

Fassone ha dichiarato: “Evidentemente abbiamo concetti temporali differenti. Per Raiola due mesi sono “troppa fretta”? Il primo incontro è stato il 14 aprile, poi ce ne sono stati altri, abbiamo avuto tutto il tempo per conoscerci. E poi vorrei chiarire con forza un concetto: se io non riesco a capire cosa può succedere a un giocatore in scadenza, non ho modo di cautelarmi se quel giocatore poi non rinnova. Guardate infatti cosa è successo con De Sciglio: vista l’incertezza, è arrivato Rodriguez.”

Personaggi come Raiola sono pesanti da gestire, pericolosi per le Società e, da oggi, scopriamo esserlo anche per gli assistiti.
Se mai dovessero cambiare gli scenari, e Donnarumma decidesse di liberarsi di questo personaggio, sottoscrivere il rinnovo e rassenerarsi, non mi dispiacerebbe. Intanto è un bravo portiere, l’abbiamo eletto anche noi come il migliore nella stagione scorsa, la Società sarebbe tutelata e non perderebbe quattrini importanti nel caso decidesse di andarsene comunque.

Come ho già scritto in un altro commento, nulla sarebbe più come prima. Senz’altro però diventerebbe molto, ma molto, meglio di come è adesso.