Per fortuna non esiste solo il re del vile denaro Donnarumma (per cui mi auguro il rinnovo, nessuna riappacificazione sentimentale, e magari una prossima e ben pagata cessione). Abbiamo una rosa ampia, forse troppo, e con molti bidoncini da sostituire.

Sappiamo che la nostra società ha promesso e programmato di investire 350 milioni in tre anni e che finora ha già speso 81 milioni in soli cartellini. Sappiamo che qualcuno verrà ceduto e che ci si prepara ad altre spese.

Il centrocampo è sicuramente il reparto che più deve cambiare: l’acquisto del solo Franck Kessié ha aggiunto forza, dinamismo e magari anche qualche gol, se il rendimento dell’ivoriano dovesse confermarsi quello visto a Bergamo nell’ormai passata stagione. L’unico vero “cervello” di centrocampo resta Montolivo, ma si tratta di un cervello compassato, lento, prevedibile, per la cui sostituzione Fassone e Mirabelli hanno pensato a Lucas Biglia, titolare della nazionale argentina e in campo senza eccessiva lode tre anni fa nella finale mondiale persa contro la Germania, che nella sua prima annata in casa Lazio ha stentato, per poi prendere invece in mano le redini del centrocampo in maniera abbastanza salda, pur con qualche calo e con qualche squalifica di troppo. Più giovane di un solo anno dell’attuale capitano del Milan, senza grossi infortuni alle spalle e con stagioni più che soddisfacenti nel passato recente, Biglia rappresenterebbe un miglioramento sostanziale in regia, senza ovviamente farci fare chissà quale incredibile salto di qualità. E’ costoso sotto parecchi punti di vista, ma forse – sottolineo: forse – si tratta di un sacrificio da fare per mettere ordine là in mezzo.

Resterebbe ancora da agire per quello che sarà probabilmente un centrocampo a 3 o a 5  in base al modulo scelto (difficile ora come ora che si vada a 4 o a una disposizione con un trequartista che in rosa manca). Kucka è un onesto trattore che garantisce anche qualche proiezione offensiva di successo, ma ha grossi limiti, mentre Bonaventura mezzala non rende come sulla fascia sinistra (dove non abbiamo altri interpreti) e in più è da valutare dopo l’infortunio. Locatelli è giovane e discontinuo.

Nel reparto arretrato manca il terzino destro, che tutti sappiamo chi è. Temo solo il passaggio alla difesa 3, che non vedo così ermetica, visto che due dei suoi interpreti sarebbero Zapata e Musacchio. Bene l’attivismo sul mercato, ma sia chiaro che abbiamo una difesa formato Villarreal, nulla di più.

L’attacco a mio avviso è un enigma: abbiamo preso André Silva per 38 milioni ma in fondo in fondo è un po’ una scommessa, trattiamo Kalinic (su cui pare sia anche l’Inter, e se lo possono pure pigliare), Bacca dice che non se ne vuole andare (o forse punta i piedi per andare solo dove vuole lui, cioè Siviglia), Suso – il miglior giocatore di movimento della scorsa stagione rossonera – è cercato dalla Roma e deve ancora discutere il rinnovo del contratto in scadenza nel 2019, Lapadula è offerto a destra e a manca. Io non ci ho capito nulla, sarò sincero. Pensavo ci servisse solo un super bomber per rendere il nostro tridente d’attacco fortissimo, ma forse ho sottovalutato l’innata indole di Montella che lo porta a cambiare sempre tutto in maniera talvolta eccessiva.

Per ora sospendo il giudizio sul reparto avanzato e segnalo alcune coincidenze (che ovviamente sono solo tali fino a prova contraria): nella ricerca del probabile sostituto di Donnarumma, tra i tanti nomi non è spuntato fuori Sirigu, che è in procinto di svincolarsi dal Paris Saint-Germain per approdare al Torino. Il nostro Paletta si dice che sia un altro obiettivo granata, mentre Sinisa Mihajlovic è rimasto in ottimi rapporti con gran parte dello spogliatoio rossonero, dove ci sono ancora alcuni suoi pupilli, tipo Kucka, già cercato in sede di mercato. Non dico affatto che con Urbano Cairo si stiano tessendo storie d’amore, ma forse un certo feeling in sede di mercato con il Toro c’è, perciò continuo ancora a sognare, forse un po’ ingenuamente, il mio bomberone d’attacco.