Molto probabilmente abbiamo investito sul giocatore sbagliato. Si è puntato su di lui come giocatore simbolo della rinascita rossonera e lo abbiamo fatto pure capitano ma oggi, a metà ottobre, si è rivelato un fallimento. Le partite mediocri ormai non si contano più e ieri come ciliegina ha collezionato un meritato cartellino rosso lasciandoci in dieci. Almeno le scuse a noi tifosi sarebbero dovute, un gesto di contrizione ed umiltà. Invece niente, nulla. Da un giocatore come lui molto attivo sui social mi sarei aspettato due righe sull’episodio, peccato.

Montella lo difende parlando di espulsione televisiva ma francamente al posto suo avrei evitato di prendere posizione anche se è chiaro che trattandosi di un giocatore da lui tanto voluto e stimato sommato al nervosismo sempre più palpabile che si respirà a Milanello, le sue dichiarazioni sono quasi obbligate.

La squadra tutto sommato dopo la sua espulsione ha continuato a giocare in maniera ordinata e non ha perso la testa chiudendo una sfida che con un pizzico di fortuna si poteva portare a casa. Un po’ come giovedi, anche se li fummo meno brillanti: purtroppo il momento è così e episodi favorevoli alla causa rossonera non ne capitano.

I migliori sono stati ancora Borini, due stelle, Romagnoli e Zapata (a sorpresa ieri sveglio e reattivo) una stella. Male, malissimo, ovviamente Bonucci (tre bidoni) Kalinic due bidoni e Bonaventura un bidone.

Adesso arrivano due partite da dentro o fuori per noi e per Montella: Chievo e Juve. Non ci sarà Bonucci ma questa potrebbe rivelarsi una cosa positiva.