Mi pare di averlo già scritto in passato: la Juventus per me è Voldemort. O Michael Myers. O Jason. O Freddy Krueger, fate voi. La Juventus nella mia mente rappresenta il male assoluto; nella mia classifica dell’odio sportivo resterà per sempre saldamente al primo posto, e Inter, Napoli, Verona, Sassuolo e Real Madrid non avranno mai alcuna speranza di avvicinarla. Ho amici juventini, come tutti. Secondo loro il mio problema (lo  definiscono proprio così, non potendo concepire la cosa diversamente) risale all’infanzia, a una vita intera trascorsa a rimediare schiaffoni dalla loro adorata compagine. Straordinari questi tentativi gobbi di psicanalizzare un comportamento in realtà normale e giusto. Ma può essere. Che sia colpa del mio subconscio, intendo. Secondo me anche anni e anni di porcate da loro commesse — e comprovate — hanno avuto qualche ruolo nell’alimentazione del mio odio, ma okay, ammetto che la ventina di scudetti gobbi da me vissuti potrebbero avermi inacidito nei loro riguardi a dismisura. A ogni modo non ha importanza, non è che mi ci senta in colpa. Adoro odiare i gobbi, non ci rinuncerei per tutto l’oro del mondo.

Domani alle 18 c’è Milan-Juventus. Il bene contro il male. L’anno scorso, sebbene fossimo una squadretta e loro uno squadrone, gli soffiammo meritatamente la Supercoppa Italiana, li battemmo in casa e perdemmo nel loro covo soltanto al 97° grazie a un rigore inventato di sana pianta. Tuttavia quest’anno la situazione è più complicata. Può sembrare paradossale, visti i milioni da noi spesi per rinforzarci e il loro presunto indebolimento, ma purtroppo è così. La squadra di scarponi dell’anno scorso aveva un’anima, per lo meno fino a quando le gambe e la testa l’hanno sorretta, quella molto più talentuosa di quest’anno ancora no. La squadra dell’anno scorso aveva poco da perdere, nessuno pretendeva granché da lei, quella di quest’anno è sottoposta al triplo della pressione. La vittoria col Chievo è stata bella, molto più bella di quella raccontata da alcuni media (abbiamo pay-tv, andiamo allo stadio, abbiamo occhi per vedere e cervelli per pensare: perché si ostinano a raccontare balle?), ma non deve illudere: ormai ho messo da parte l’euforia estiva e mi sono rassegnato al fatto che questa squadra, essendo giovane e in costruzione, andrà avanti ad alti e bassi fino a fine stagione. La speranza è che sabato prossimo sia il giorno degli alti, e che i bassi arrivino il più possibile contro squadre più facilmente battibili anche in giornate di scarsa vena. Veniamo da tre buone gare di campionato: nel derby abbiamo dominato nel secondo tempo una squadra forte e in formissima, perdendo la gara soltanto al 90° per un (giusto) rigore; contro il Genoa, che pochi giorni dopo avrebbe fatto soffrire la capolista Napoli, soltanto l’espulsione di Bonucci nei primi minuti ci ha probabilmente impedito di vincere; contro il Chievo, squadra rognosa che ci precedeva in classifica, abbiamo nascosto il pallone per novanta minuti, segnando molto e rischiando pochissimo. Non siamo più quelli di qualche partita fa, confusionari, distratti, incerti; ma non siamo neppure quelli che dovremmo essere per contrastare una corazzata come la Juventus. Perciò credo che perderemo. Con onore, ma perderemo.