A TUTTO CAMPO….GHOST TO GHOST

Ieri si è consumata l’ennesima farsa di uno sport che ratifica sul campo il potere di certi personaggi, incravattati e non, che stanno dietro le quinte. Ma anche davanti, eh.
Il calcio giocato è diventato il terminale di figuri che, con arroganza e prepotenza, distribuiscono dimostrazioni esplicite di autorità, di egemonìa, di comando senza preoccuparsi di ciò che li circonda e di come vengono giudicate le loro azioni.
Godono di copertura, protezione e rispetto come i capi dei capi, ma non alzano la voce, non ti insultano, non ti violentano la donna, non uccidono i tuoi bambini. Ti fanno solo capire che con loro è meglio non fare gli eroi o mettersi di traverso, loro sono forti. Hanno potere e te lo fanno vedere, quindi devi capire, per forza. O è peggio per te.

Ieri sera non avevo particolari velleità, ero abbastanza consapevole delle difficoltà che avremmo incontrato. Tuttavia, si sono verificate puntualmente e come solo la morte sa fare, le solite e prevedibili situazioni imbarazzanti. Decisive in una sola direzione, guarda caso.
Ad ogni partita con questi briganti, corrisponde inevitabilmente uno sciame di polemiche, interrogazioni, interpretazioni, bestemmie e scoramento.
Anche ieri sera un arbitraggio a rischio ha confermato ciò che si temeva fin dall’inizio, purtroppo, e la gestione occulta dell’innovazione tecnologica messa lì per evitare qualsiasi tipo imparzialità ha retto il gioco perché la si vuole distruggere.

Mi sarebbe piaciuto vedere, per una volta almeno, una partita giocata alla pari. Sembrava ci dovessero seppellire, umiliare e invece abbiamo retto il colpo. Siamo andati vicini al gol con la traversa a negare una gioia ma ne abbiamo preso uno dove le immagini, mostrate con colpevole ritardo, dimostrano con una riga blu tracciata a video che l’autore del gol oltrepassava la stessa e dunque in posizione irregolare.
La disparità di valutazione di un medesimo fallo fatto a maglie invertite, produce esiti diametralmente opposti, oppure azioni interrotte precauzionalmente o lasciate proseguire a seconda del colore di chi la esegue, l’uso del VAR per decretare un’espulsione ma non per sanzionare un fallo in area negli ultimi minuti di partita. Tanta roba, la solita roba.
E poi ci sono loro, il braccio armato del potere. Una bella fettona di giornalai della stampa e delle tv. Ormai filano ad arruolarsi come i foreign fighters nelle fila dell’ISIS, indottrinati, inquadrati, pronti a farsi saltare in aria per la causa.

Sono stanco, mi sto stufando di questo calcio. Cerco sempre di essere obiettivo nei giudizi, conosco e riconosco i limiti della mia squadra, non pretendo l’impossibile. Pretendo solo la possibilità di giocarla ad armi pari ma so che dovrò aspettare ancora molto tempo perché la storia si ripete, ma nessuno la impara.