Quali possono essere i motivi d’interesse per Milan-Cagliari, tenuto conto che né i rossoneri né i sardi hanno più nulla da chiedere a questa stagione? Beh, vedete voi: intanto si ha modo di vedere la squadra più in forma di tutta la Serie A (quella che, con la vittoria di stasera, ha totalizzato più punti nel periodo post COVID), poi c’è la possibilità di vedere in anteprima la nuova maglia per la prossima stagione (davvero bella). Se tutto ciò ancora non bastasse c’è lui, la personificazione divina del calcio: Zlatan Ibrahimovic. Parlando dello svedese: Ibra non ha soltanto fatto da giocatore tuttofare (gli si dice di giocare da punta isolata e lui ti fa tranquillamente da assist man e regista), è stato l’anima di questa squadra, una sorta di motivatore costante che ha fatto sì che quasi tutti i giocatori in rosa rendessero meglio di quanto fatto nella prima parte di stagione. Zlatan ha sintetizzato con la prestazione di stasera tutto quello che ha saputo rappresentare: allontana un difensore permettendo a Leao di calciare (palo con conseguente autorete di Klavan) al 10′, buca la rete al 54′ su assist del turco (grande progressione di Theo) e, in fondo, si fa perdonare l’errore su dischetto al 43′. Ibra non si risparmia per tutta la partita, corre, rientra, crossa, recupera palloni incredibili, detta i tempi, diverte e si diverte. Sì, il Milan 2020/21 ha il dovere morale di ripartire da lui…

Non c’è molto da raccontare: i rossoneri dominano in lungo e in largo. Forse s’insiste troppo a sfondare per vie centrali nel primo tempo, ma le azioni non mancano. Il Diavolo chiude i giochi al 56′ con da girata di Castillejo (titolare dal 1′ con Leao). Il Cagliari non combina nulla, fatta eccezione per l’incornata di Faragò in pieno recupero che impegna un Gigio altrimenti spettatore non pagante. Peccato per l’uscita dopo soli 37′ di Leao (stiramento). La stagione si conclude qui: 66 punti e preliminari di Europa League (a meno che la Roma non vinca la competizione)…

CONSIDERAZIONI:

Un finale di stagione esaltante; da un lato c’è rammarico per quanto avremmo potuto fare nel corso di tutta la stagione, dall’altro, se penso a cosa eravamo dopo l’esonero di Giampaolo, terminare con più di 65 punti e in Europa League ha semplicemente del miracoloso. Occorre rinforzarsi (penso alla fascia destra, non devastante come quella sinistra) e stabilizzarsi con una nuova proprietà. Complimenti a quasi tutti e ad un allenatore che ha saputo andare avanti con umiltà e basso profilo mantenendo un aplombe non indifferente di fronte a pressioni per via del tanto chiacchierato Rangnick. Pioli s’è dimostrato adatto alla situazione che stavamo vivendo ed ha avuto il pieno merito di far giocare alcuni giocatori (penso ad Hakan) in un ruolo più adatto…

Finisce qui; appuntamento – forse – alla prossima stagione…

Statemi bene e buone ferie…