Da oggi, Sandro Tonali, lodigiano, classe 2000,  ormai ex calciatore del Brescia, è diventato ufficialmente un giovane di belle speranze e nulla di più. Fino all’inizio della settimana scorsa, quando ancora si pensava fosse saldamente in mani interiste, se ne parlava come di un ottimo giocatore, mentre in passato, quando sembrava in vantaggio su tutte la Juventus per assicurarselo, eravamo di fronte a un nuovo Pirlo, però più forte. Così va il mondo mediatico sportivo italiano, ci siamo abituati.

La verità è che al momento nessuno conosce il reale valore di Sandro Tonali ad alto livello (giocare nel Milan è sempre da considerarsi alto livello). Nessuno può dire ora quanto renderà;  le sue ottime prestazioni col retrocesso Brescia significano qualcosa, ma non regalano certezze. L’entusiasmo di gran parte del popolo rossonero è comunque alle stelle, ha sorpreso anche me. Piacevolmente, poiché il pessimismo diffuso riscontrato verso fine settembre — a oltre un mese dalla chiusura del mercato — mi stava seccando. So che il riacceso entusiasmo è più che altro giustificato dal fatto che si ritiene di avere assestato un dispettuccio all’Inter, non certo per reale convinzione che con questo acquisto il Milan abbia colmato il gap con le prime della classe, ma fa lo stesso, tutto fa brodo per riscaldare l’ambiente. Anche se, molto probabilmente, non è vero che abbiamo assestato un dispettuccio all’Inter: la pace (armata) Inter-Conte deve avere portato la società neroazzurra a virare su elementi già pronti ed esperti a livello internazionale (si parla di Kantè o Vidal, e sarebbe un bel consolarsi). Non dico che ce l’abbiano lasciato, come molti  bauscia stanno sostenendo per parare gli inevitabili sfottò, penso però che le nostre motivazioni per concludere l’affare siano state più forti.

Questo entusiasmo è comunque legittimo: vedere vestire il neroazzurro un ragazzo così bravo, che da tempo stava sbandierando ai quattro venti la sua fede rossonera, avrebbe fatto un po’ male  anche a me.

Come faccio ad affermare con tanta sicumera che il ragazzo è bravo? Ebbene sì, lo confesso, quest’anno ho sbirciato spesso il Brescia per osservarlo. D’altra parte, se sai che c’è un giovanissimo e promettente tifoso rossonero in una piccola squadra di serie A che sta facendo bene, per di più giocando in una zona del campo nostra spina nel fianco da almeno un decennio, che fai, non ti incuriosisci? Non gli butti un occhio ogni tanto covando la flebile speranza che questi venga acquistato dalla tua squadra, anche se sei perfettamente consapevole che altre squadre più attrezzate sono su di lui?

Tonali so come gioca. Non è il solito acquisto semisconosciuto che solitamente corro a visionare sul mendace You Tube ogni volta che il Milan ne conclude l’acquisto. Il ragazzo è forte tecnicamente, ha i piedi buoni, entrambi, anche se predilige il destro, ha un ottimo lancio lungo e una bella progressione. E’ intelligente, ha visione di gioco, un tiro pericoloso da fuori area. E’ forte anche fisicamente, è robustello, 182 centimetri per quasi ottanta chiletti.  E non è Pirlo. Ripeto, non è Pirlo. Non sto parlando di valore come calciatore, il confronto sarebbe improponibile al momento — in favore della leggenda juventina, ovviamente. Le diversità fra i due riguardano le caratteristiche tecniche, atletiche, fisiche. Si tratta di due giocatori diversi, insomma. Tonali non è Pirlo, è Tonali e basta. Poi, se diventerà un giocatore importante, un campione, oppure se sarà uno dei tanti giocatori promettenti che tradiscono le aspettative, sì vedrà. Per il momento godiamoci l’acquisto, che va ad aggiungersi ad altri estremamente intelligenti firmati finora da Maldini-Massara.