Pareggiare una partita come questa fa malissimo, è innegabile. Fa male a noi tifosi, ma questo sarebbe un problema da poco, il rischio vero è che faccia male anche al morale della squadra. Il Napoli ha ripreso a volare, la Juventus ha inanellato l’ottava vittoria consecutiva con altrettanti clean sheet, l’Inter è sempre lì a soffiarci sul collo; lo scudetto non è ancora perso, la qualificazione alla Champions non è per nulla compromessa, tuttavia buttare nel cesso dei punti in questa maniera non aiuta, né moralmente, né aritmeticamente.

In vantaggio di due reti, peraltro meritatamente, il Milan ha arretrato un po’ il baricentro negli ultimi minuti, forse pensando di poterla comodamente portare a casa, e invece è arrivata la beffa sotto forma di due calci piazzati micidiali, specialità di casa Roma. D’altronde non c’è da stupirsi: quando una squadra micidiale nei calci piazzati ne incontra una fragile nella medesima specialità, quella fragile rischia a ogni calcio piazzato, anche se quest’ultima sta dominando la partita. E’ il calcio, bellezza.

Temo tuttavia che il problema difensivo del Milan versione 2022-2023 non sia soltanto quello dei calci piazzati. Magari lo fosse. La tendenza a subire troppi gol esula da questo aspetto del gioco: il Milan prende troppi gol e lo fa anche in tanti altri modi. Il Milan, accidenti a lui, ha una creatività sconcertante, nel prendere gol. C’è chi incolpa il Tata, chi l’assetto tattico, chi i cambi sbagliati del tecnico, chi i riti voodoo della madre di Lukaku. Francamente non saprei che dire di preciso al riguardo, se non che occorre tempestivamente individuare dove sia il problema (sperando che ce ne sia uno solo) e risolverlo, se non del tutto, almeno nel limite del possibile. Compito che ovviamente non spetta a noi tifosi o agli espertoni da tastiera, bensì a Pioli e al suo staff, o eventualmente alla MMM, visto che la finestra invernale di mercato è ancora aperta.

Secondo me i migliori sono stati Kalulu, Diaz e Leao. Pobega è entrato bene e ha segnato un bel gol. Tutti gli altri sono stati sufficienti, a parte Oliviero. Male i subentrati, escluso ovviamente il sopraccitato Pobega.

Pioli assolutamente ben lungi dal livello on fire. E’ evidente che non tutte le colpe sono state sue (non l’ha certamente suggerito lui di marcare gli avversari a tre metri di distanza sui piazzati), però i cambi e il conseguente assetto tattico sono stati disastrosi; la sensazione è che stia tentando di sperimentare qualcosa, ma che non ci stia riuscendo.