Se dicessi che il momento è complicato, sarei come minimo poco originale. Qualcosa sta scricchiolando da inizio stagione, è evidente; nulla di enorme forse, ma una piccola cosa qui e una là, a determinati livelli, spesso finiscono per generare grossi fastidi. Come un’eliminazione inaspettata in Coppa Italia, per esempio, che ci obbliga a dire addio al primo obbiettivo stagionale.

E’ meglio però non confondere le situazioni: la gara di ieri sera è stata particolare, l’unica giocata veramente male dal Milan nel dopo mondiale. Non bisogna lasciarsi ingannare dalle statistiche, all’apparenza schiaccianti a nostro favore: dei 34 tiri in porta effettuati dai ragazzi, soltanto 8 sono finiti fra le braccia del portiere granata, senza peraltro impensierirlo più di tanto (palo di CDK a parte); tutti gli altri — quindi la bellezza di 26 — sono stati sparacchiati in curva, a lato o contro il muro difensivo eretto da Juric. Ma numeri a parte, il Milan di ieri sera è parso impacciato, lento, spesso sprecone e distratto. E paradossalmente lo è stato molto di più quando Pioli ha mandato in campo i pezzi grossi in 11 contro 10, rispetto alla prima parte di gara con le seconde linee in campo e in parità numerica. Anzi, se devo essere sincero, il primo tempo dei nostri non mi è dispiaciuto; a parte una grossa occasione iniziale concessa al Torino, qualcosa di buono la squadra l’ha mostrata, colpendo anche un palo con De Ketelaere (è anche un po’ sfigato ‘sto ragazzo, bisogna dire). Poi è venuta a mancare la lucidità, e chi è entrato lo ha fatto col freno a mano tirato, senza la necessaria convinzione.

E’ difficile individuare i migliori e i peggiori, in una partita così malamente persa. Diciamo che gli unici a meritare la piena sufficienza sono stati Diaz e TonaliVranckx talvolta ingenuo, ma non ha giocato male (mi domando cosa si aspettano certuni da un ventenne). Messias mi era sembrato in palla appena entrato, causando l’espulsione di un avversario e sfiorando subito la rete del vantaggio, ma poi ha commesso la stupidaggine che ha portato al gol decisivo. Leao si è come sempre bevuto due o tre avversari con facilità irrisoria, ma poi al momento della conclusione o del passaggio decisivo ha sempre steccato. CDK,  benché schierato in un ruolo non suo, non se l’era cavata male nella prima parte, ma poi si è via via estraniato dal mondo circostante, avvolto dalle solite paure. Tutti questi ‘ma poi’, alla fine sono stati decisivi. Inoltre, Oliviero e Theo mi sono sembrati ancora mentalmente a Doha, onestamente.

Pioli ancora una volta non on fire. Non tanto per la cocciutaggine nel tentare di proporre un 3-5-2 che pare indigesto a questa rosa (si è guadagnato il diritto di sperimentare qualche variante), quanto perché, semplicemente, l’impressione è che abbia un po’ perso il controllo della situazione. Spero si tratti soltanto di una mia impressione, o di una perdita di controllo soltanto momentanea.

Paolo Maldini, nell’intervista pre gara, ha scaraventato una secchiata di acqua gelida sui tifosi dell’AC Mercato — e un pochino anche su quelli dell’AC Milan  come me, a dire il vero. Da ciò si evince che la rosa resterà grosso modo questa fino a fine stagione e che dovrà cavarsela da sola, traendo da se stessa e dallo staff tecnico le forze per uscire dalla situazione attuale, non disastrosa come amano dipingerla i catastrofisti, ma comunque non facile. Noi, da parte nostra, dovremmo dare una mano, ma so già che ci perderemo in accuse, piagnistei, insulti a Tizi e Cai che invece, data l’età e l’inesperienza, avrebbero bisogno di essere pazientemente attesi. Girano i maroni anche a me, sia chiaro, ma non credo che romperli alla squadra sia una scelta intelligente, al momento.