Confesso di essere estremamente più affascinato dal mondo interista rispetto a quello juventino. I tifosi interisti sono divertenti, per la loro incrollabile sicumera, la superiorità morale e intellettuale esistente soltanto nella loro testa, e per la loro parte VIP radical chic che  si rende ancora più ridicola quando manifesta la propria fede calcistica rispetto a quando discetta di argomenti meno futili del calcio. Inoltre, oltre a possedere un discreto senso dell’umorismo — purché non riguardi la beneamata, beninteso — gli interisti sono tifosi veri, di calcio ne capiscono, seguono la squadra ossessivamente anche quando non è competitiva, spacciandola per fantastica anche quando fa cagare, mentendo, però sapendo perfettamente di mentire. Ho invece sempre avuto la convinzione che i tifosi juventini non siano niente di tutto ciò, che non capiscano una mazza di pallone e che al momento di scegliere per che squadra tifare abbiano da bambini sbrigativamente osservato l’albo d’oro sull’album Panini e alfine deciso. Gli juventini non sanno soffrire come noi e gli interisti, ecco perché non li considero veri tifosi. Tuttavia, dopo la mazzata di domenica scorsa che ci ha fatto godere tanto, sono inciampato in qualche commento juventino, e un pochino di curiosità in più rispetto al solito mi ha colto. Nel web bianconero sta serpeggiando una delusione esagerata per questa stagione non eccezionale della Juventus, dopo una decade che narra di nove scudetti consecutivi, quattro Coppe Italia e due finali Champions perse contro due corazzate. I tifosi gobbi credono che la vittoria sia una cosa normale, e che soprattutto sia dovuta a loro e nessun altro, ed è questo il motivo principale per il quale si affannano a negare i vari storici sotterfugi tentati — e spesso riusciti — per raggiungere i propri obbiettivi. Ed è questo il motivo principale per cui non amo particolarmente parlare di calcio con loro. Non li capisco, non li capirò mai e ne sono lieto.

Veniamo a noi e alla prossima importante giornata. Ancora non è stata smaltita la sbronza juventina e siamo già costretti a pensare al prossimo avversario. Il Torino è una squadra tutt’altro che semplice da affrontare in questo momento. Lo si dice prima di affrontare ogni avversaria, è vero, ma esistono parecchi fattori a escludere che  questa sia la solita frase di circostanza, detta un po’ per scaramanzia e un po’ per mettere le mani avanti. Innanzi tutto c’è il turno infrasettimanale, che in un modo o nell’altro quest’anno non ci ha portato affatto bene: alcuni dei più deludenti rovesci sono giunti proprio in concomitanza con questi incontri a poca distanza l’uno dall’altro. Poi c’è il Torino in quanto squadra: dopo il disastroso inizio a cura del solito  Giampy, Nicola ha rimesso le cose a posto e riportato la squadra ai suoi valori, non eccelsi ma neppure da zona retrocessione. Torino che, nel girone di ritorno, ha totalizzato appena otto punti  meno di noi. Torino che comunque non è ancora affatto tranquillo, e che giocherà alla morte. Di Ibra abbiamo fatto a meno a lungo durante la stagione e spesso ce la siamo cavata, ma affermare che la sua assenza non sia stata un danno sarebbe blasfemo, oltre che falso; Leao ha dimostrato di non essere affatto adatto a farne le veci, e in realtà nessuno in rosa lo è veramente, nemmeno quell’adorabile pazzoide di Rebic. Inoltre al momento non sappiamo se Diaz, incontenibile domenica scorsa, sarà della partita. Vedremo che cosa Pioli s’inventerà stavolta. Qualsiasi cosa farà, non mi fregherà due volte di fila: stavolta giudicherò soltanto col senno di poi (tiè).

IL PROGRAMMA DELLA 36a GIORNATA

Martedì 11 maggio 2021

ore 20:45 – Napoli-Udinese

Mercoledì 12 maggio 2021
ore 18:30 – Cagliari-Fiorentina
ore 20:45 – Atalanta-Benevento
ore 20:45 – Bologna-Genoa
ore 20:45 – Inter-Roma
ore 20:45 – Lazio-Parma
ore 20:45 – Sampdoria-Spezia

ore 20:45 – Sassuolo-Juventus

ore 20:45 – Torino-Milan

Giovedì 13 maggio 2021

ore 20:45 – Crotone-Verona