Comincerò in modo inconsueto per me, ossia con la moviola. E’ un modo che non mi è mai andato e non mi va tuttora a genio,  ma qualche volta determinate situazioni impongono scelte sgradevoli. Anche perché, fingere di non vedere, non risolve alcun problema (in realtà anche lamentarsi in questa sede non risolve nulla, ma almeno ci sfoghiamo un po’).

Sono tre partite consecutive, fra coppa e campionato, che alcune sviste arbitrali clamorose ci penalizzano, oppure ci costringono a sforzi inutili per raddrizzare o mantenere in piedi la baracca. Rinfresco rapidamente la memoria: l’espulsione di Kessiè e il rigore assurdo contro l’Atletico, il fallo su Messias da cui è scaturito il gol di Pasalic contro l’Atalanta, per arrivare al fallo di Kalinic su Romagnoli di sabato scorso magicamente trasformato nel  rigore del raddoppio per il Verona (ci sarebbe anche un fallo di mano piuttosto evidente in area veronese, ma essendo stata incasinata così tanto questa regola e non capendoci più nulla, mi astengo dal lagnarmene).

Il Milan sta avendo diversi problemi con gli arbitri, mentre Orsato ne ha combinata un’altra allo Stadium, ma giuro, non ho iniziato con la moviola per insinuare complotti di palazzo o persecuzioni arbitrali: due delle tre partite sopra menzionate si sono concluse per il meglio, il che attenua la gravità degli errori arbitrali, almeno nella nostra percezione da tifosi. Tuttavia, giacché da più parti ricomincia la tiritera riguardante il nostro presunto fondoschiena, credo sia bene mettere i puntini sulle ‘i’. Sentire parlare di culo  a casa di chi è stato sorteggiato nel girone più proibitivo di Champions, è perseguitato da infortuni e positività al Covid e sbatte puntualmente la testa contro decisioni arbitrali errate, non è irritante, è comico. Comunque comprendo perfettamente: esaurite le puttanate degli stadi vuoti, dell’overperforming — termine peraltro odioso — e dei rigori, a qualcosa dovranno pure attaccarsi i rosiconi per spiegarsi le ottime prestazioni di questo Milan pieno di ragazzini, poco costoso, in mano a un fondo speculativo dal braccino corto.

La partita. Si è messa male sin dall’inizio per una palla persa che ha generato il gol di Caprari, poi c’è stata la svista arbitrale che ha consentito il raddoppio agli avversari. Una settimana allucinante come quella che ha preceduto il match e un inizio del genere contro un’avversaria rognosa come quella veneta, avrebbero potuto abbattere psicologicamente qualsiasi squadra, anche la più scafata ed esperta del mondo. Invece c’è stata un’incredibile reazione da parte dei ragazzi, reazione che non mi aspettavo: l’avevo già data per persa dopo il raddoppio, lo confesso senza problemi.

La gara è stata raddrizzata e vinta dal gruppo in primis, principale forza di questa squadra. E’ chiaro però che sono state le prestazioni individuali di alcuni a trascinare il resto della banda. Leao deve ancora migliorare qualche aspetto del suo gioco, ma è oramai evidente che siamo di fronte a un giocatore fortissimo, uno di quelli che quando prendono palla sai già che faranno accadere qualcosa. Bennacer ha suonato la carica, sembra tornato quello pre infortunio. Non concordo con i giudizi negativi che ho letto ovunque su Ballo-Tourè: è vero, ha avuto qualche passaggio a vuoto per una quindicina di minuti, ma per tutto il resto della gara ha svolto pienamente il suo dovere.

Discorso a parte per Castillejo: un ragazzo spagnolo tifoso del Milan sin da bambino, tutto sommato buon giocatore, che ama il gruppo e da esso è ricambiato in modo evidente, che ha sempre dato tutto se stesso in campo e non ha mai rotto le palle per le numerose esclusioni, meriterebbe enorme rispetto. Prestazione mostruosa la sua, sebbene egli sia probabilmente sul piede di partenza e non giocasse da diverso tempo. So già tuttavia che l’imbecillità di alcuni non permetterà a questi ultimi di comprendere quanto fatto da questo ragazzo sabato scorso. Nessuna illusione da parte mia, da questo punto di vista.