Da fatal Verona a Tonal Verona, questo potrebbe essere il titolo di questo articolo. Non è mia l’idea, non sono così brillante, l’ho letta da qualche parte; fosse per me, il titolo sarebbe ben diverso e di tutt’altro tono. Ho trascorso tutti i novanta e passa minuti di questa partita costantemente avvolto in un soffocante senso d’irritazione che neppure oggi, a un giorno di distanza, nonostante i tre preziosissimi punti ottenuti, riesco pienamente a dominare. Normalmente sono indulgente verso la squadra, lo sapete, tento sempre di trovare una giustificazione  plausibile per le prestazioni incolori di gruppo e dei singoli, e in realtà riuscirei a trovarne anche stavolta, giacché di giustificazioni ce ne sarebbero e non poche, ma mi riesce difficile in questa circostanza. Non trovo accettabile farsi mettere sotto da un Verona modesto come quello di quest’anno, peraltro reduce da quattro sconfitte consecutive e terzultimo in classifica. Un Verona che, a essere onesti, sull’uno a uno avrebbe meritato il vantaggio (la traversa centrata da Piccoli sta tremando ancora), sull’uno a due avrebbe meritato il pareggio. Qualsiasi forte avversario europeo  si affronti in settimana, qualsiasi ingiusta batosta esso ci infligga, il Milan, anche uno stanco e rappezzato Milan come quello di ieri sera, non può trasformare questo Verona in una specie di Real Madrid: 19 tiri verso la nostra porta molti dei quali estremamente insidiosi, 9 calci d’angolo subiti di cui tre consecutivi (come contro il Chelsea), errori marchiani in appoggio e praterie a centrocampo. Anche il più tollerante  e di bocca buona dei cacciaviti deve arrendersi all’evidenza, dopo una prestazione così.

Beninteso, l’irritazione non deve sconfinare nel disfattismo. Si sta parlando di una partita, di questa partita. Benché sia evidente da inizio stagione che ci sia parecchio da registrare, specialmente in fase difensiva, quella del Bentegodi è stata senza dubbio la peggior esibizione inscenata dalla squadra nel corrente torneo e ha, per fortuna, tutta l’aria di essersi trattato di un fatto episodico. Può capitare, specie dopo cicli intensi di partite impegnative da affrontare privi di diversi uomini fondamentali. Alla lunga si pagano, certe situazioni.

All’interno di una prestazione di squadra così negativa, quella di alcuni giocatori mi è piaciuta. Tonali è un vero leader, ormai. Leao nel primo tempo è stato l’unico a salvarsi.  Bennacer è ormai una certezza, la sua assenza ha pesato enormemente, la sua presenza pure. Thiaw ha praticamente siglato una doppietta, evitando miracolosamente nel  parapiglia finale due gol veronesi ormai fatti.  Diaz non ha  potuto combinare granché, anche per come si è messa la gara a un certo punto (e non per colpa sua), ma secondo me in quella posizione può fare bene, sicuramente meglio che da trequartista. Ottimo ingresso di Rebic, autore dell’assist decisivo. Ho letto giudizi su Origi che mi hanno indotto a pensare di avere visto un’altra partita: in quella che ho visto io, a parte un lancio inopportuno nel finale quando sarebbe stato meglio gestire il pallone in modo più intelligente, il belga ha ridato brillantezza a un reparto in crisi, quasi inesistente dopo il pari scaligero.

Ora le note dolenti.  Stesso discorso di Origi per quanto concerne Adli, però al contrario: ho letto giudizi positivi su di lui, invece per quanto mi riguarda l’avrei preso a randellate per tutto il tempo. Giroud sarà pure stanco perché costretto agli straordinari, questo lo capisco, tuttavia l’erroraccio del mancato due a zero, che ci avrebbe probabilmente evitato tanta sofferenza inutile, è inaccettabile; inoltre, dopo la seconda sponda di tacco fuori misura, pur con la mente un po’ annebbiata dalla fatica si dovrebbe capire che non è il caso di continuare, e cominciare a provare qualcos’altro. Voglio bene ai rincalzi Gabbia, Tata, Krunic, mi limito quindi a stendere un velo pietoso sulle loro prestazioni. Malissimo Theo.

Voglio bene anche a Pioli e lo stimo, ma nella fattispecie l’ho trovato pochissimo on fire. Anzi, per niente. Oliviero ha un’età, costringerlo agli straordinari avendo a disposizione sia Origi sia Rebic, entrambi tutto sommato sembrati  in buone condizioni, è stato un evidente errore. Squadra inoltre poco equilibrata, divisa in due tronconi e troppo vulnerabile dietro. Non è la prima volta. Molti giocatori sono partiti e altrettanti di caratteristiche differenti ne sono arrivati da quando per la prima volta si introdusse il 4-2-3-1, per cui chiedo: non è che sarebbe il caso di passare ad altro?