Un Milan orrendo nel primo tempo, niente di speciale ma orgoglioso e più pericoloso nel secondo.  Siamo in grande difficoltà, subiamo troppi gol, fatichiamo sul piano della manovra ed è evidente che sul piano tecnico e mentale ci sia più di un problema. Mercoledì prossimo ci sarà il derby di Supercoppa italiana, suppongo sentitissimo da entrambe le contendenti, più per via delle ruggini nate dal campionato scorso che per l’importanza della competizione, ma questa non può essere una scusa valida per giustificare l’approccio svagato di tutta la squadra alla gara col Lecce. Il quale, nella prima frazione di gioco, va detto che avrebbe meritato un risultato ancora più rotondo. Per meriti propri (Strefezza è stato un marziano) e per grandi demeriti degli imbambolati avversari.

Se dovessi giudicare soltanto il primo tempo non salverei nessuno. Nel secondo qualcuno ha dato segni di vita, dimostrando di non rassegnarsi all’obbrobrio di prestazione e di risultato che si stava andando a delineare e, stringendo i denti, trascinando anche i compagni meno reattivi. Uno è stato Bennacer, tanto per fare un esempio. Ma anche il sorprendente Leao, gol geniale a parte. E il meno sorprendente Calabria, il cui carattere credo non sia più in discussione da tempo. Spiace invece dover constatare che Hernandez è chiaramente rimasto a Doha assieme a Oliviero;e che Kalulu e Tomori sono sembrati ancora una volta i gemelli scarsi  di quelli della scorsa stagione. Pobega per me è inadatto al centrocampo a due.

Pioli non on fire. Ho sempre detto, anche nei momenti più felici, che il piolismo stento a capirlo, e soprattutto che non amo il 4-2-3-1. Aggiungendo anche un bel ‘chi se ne frega’, visto che i risultati hanno in linea di massima sempre dato ragione a lui e torto a me. Ora che però qualche risultato sta sfuggendoci di mano, un pochino di più l’attuale operato del tecnico mi interessa. Non voglio entrare nel merito per il momento, ci sarà tempo e modo per farlo. Inoltre, il fatto che il sottoscritto non lo capisca, non implica affatto che esistano degli errori nel suo lavoro. Ho però l’impressione — da inizio stagione, non da ieri —  che qualcosa non sia saldamente in mano al nostro allenatore, per lo meno che non lo sia più come negli anni scorsi. E questo al di là dei risultati.