A Bergamo abbiamo giocato male, non meritavamo di vincere. L’hanno visto tutti e l’ha ammesso anche Carletto, dimostrando una volta di più sportività ed onestà intellettuale, doti assai rare nell’ambiente pallonaro.

Però ci sono parecchie note positive, vittoria a parte: l’ anno scorso una partita del genere l’avremmo persa; tutti quanti piangono assenze varie mentre noi tacciamo e lavoriamo a testa china pur essendo, dalla prima giornata, privi della difesa titolare nei ruoli fondamentali dei due centrali, e ciononostante non becchiamo più gol da pirla da una vita (anzi, non ne becchiamo proprio); abbiamo un centravanti italiano, fisico, grintoso e altruista, che per di più proviene dal vivaio; l’Inter, quella che ancora ritengo la principale favorita per la vittoria finale, ha qualche problema ambientale (e si sa che se s’impegnano possono soltanto peggiorare la situazione); Ricardo rilascia dichiarazioni sempre più da leader, e per noi è tutto di guadagnato.

Non montiamoci la testa, questa squadra ha dimostrato più volte la capacità d’illuderci per poi incorrere in tonfi clamorosi, ricadendo in errori che si credevano ormai compresi e superati. Ma tutto sommato si respira aria nuova, diversa rispetto alle ultime due stagioni.