Una cosa soltanto invidio ai cuginetti: le assolute certezze. L’ultima è questa: il Milan è in testa alla classifica, la quale è bugiarda e frutto di ladrocinio.

Se vi capita di parlare con qualcuno di loro, oppure di fare una capatina – dopo esservi prudentemente  turati il naso – in qualche loro blog, lo noterete senz’altro: se si tratta di giudicare qualche giocatore o il tecnico si dividono e s’accapigliano come bisonti nella stagione degli amori, quando invece sentono la necessità di far quadrato contro i nemici esterni, hanno una capacità unica di liberare fantasia e inventiva,  per poi trasformarsi d’incanto in un blocco monolitico. I bersagli più in voga in questo momento sono i rigori concessi ultimamente al Milan, la disparità nella distribuzione dei cartellini durante le sue gare, la stampa cattivona e servile che non evidenzia adeguatamente cotanti misfatti. E li precediamo soltanto di un punto in un torneo ancora agli albori. Se i punti dovessero aumentare, le lamentele potrebbero estendersi all’attribuzione dei falli laterali o addirittura al numero di sorrisi in più che un arbitro concede ad un nostro giocatore piuttosto che ad un giocatore avversario.

Da tutto ciò si evince che: il terremoto di Calciopoli è stato una buffonata e che Diabolik, al cospetto  del malvagio e potente Meani, non è altro che un ridicolo segaiolo;  le classifiche sono credibili soltanto se in testa c’è l’inter; per ora i campionati non falsati sono  una miseria, soltanto 16 su cento e rotti; da 44 anni la Coppa dei Campioni o Champions League è una colossale e sporca montatura che ogni anno ha la possibilità di darsi una ripulita ma non ne vuol sapere.

Per loro, lo slogan "C’è solo l’Inter", ha un significato assai più profondo di quanto si pensi.