La Juve ha battuto anche il Genoa. I miei timori sui gobbi si stanno avverando. Meglio non pensarci per ora, e cambiare argomento. E’ un metodo efficace imparato dai cugini: davanti a verità sgradevoli si caccia la testa sotto la sabbia.

Ho un amico incredibile. Al bar è ormai una leggenda. Quando è convinto di sussurrare, il volume della sua voce raggiunge i 100 decibel (quelli da discoteca per intenderci), quando s’accalora li supera abbondantemente. Ha un’opinione per ogni questione. Che si tratti di politica, attualità, costume o sport (qualsiasi sport)  non fa differenza: deve esternarla. Talvolta si piazza in un tavolino con un quotidiano e, fra un sorso di cappuccino e l’altro,  commenta ad alta voce a tuo beneficio gli articoli da lui ritenuti più degni d’attenzione (quindi quasi tutti), oppure ti racconta i duemila programmi televisivi a cui ha assistito la sera prima, che a te interessi o meno, che ti conosca da venti secondi oppure vent’anni. Io lo conosco da vent’anni, mi diverte. Per altri è una sorta di calamità.

Il meglio di sè lo dà quando sente il bisogno d’arricchire i suoi siparietti. Balza in piedi, a bar stracolmo oppure deserto, a lui non importa, e mima le situazioni. Memorabile è il replay di un fuori campo in una partita di baseball alla quale ha assistito tempo fa su Sky. C’è tutto: la concentrazione, l’attesa, il violento impatto con la palla e relativo schiocco, la sgradevole abitudine tipica dei battitori americani di masticare non so che cosa e sputacchiarla a terra (fortunatamente il suo amore per il realismo si limita alla mimica e a qualche effetto sonoro).
Ma sono d’antologia anche le rappresentazioni di episodi da moviola, rigorosamente a ralenty, le belle giocate e gli stop maldestri di qualche giocatore di serie A .

Ha la passione per i pronostici, ma non scommette denaro, fa previsioni soltanto per il gusto di farle e rendertene partecipe. Le fa su tutto, e se osi contraddirlo ti zittisce con un secco :"Te lo dico io!"

Da quando lo conosco non ne ha mai azzeccata una pur tentandone a migliaia, sovvertendo anche la legge dei grandi numeri. Mi sovvengono, tra le altre, la vittoria certa di McCain su Obama, il fatto che l’Inter di Mancini non avrebbe mai vinto nulla, il sicuro fallimento del Milan nella Champions 2007, la facile qualificazione del Torino (squadra per cui tifa) in Champions l’anno scorso.

Rivelo due previsioni appena sfornate: Obama farà la fine di Kennedy ed il Milan vincerà il campionato in scioltezza.
Il nuovo Presidente USA morirà ultracentenario, noi non possiamo far altro che afferrarci le palle e sperare. Ma sarà inutile, la sentenza è ormai stata emessa.