Novak Djokovic ha vinto il Masters. Il tennista serbo, numero 3 del mondo, ormai sta alitando sulla nuca di re Roger Federer, tennista da me adottato dopo anni di sconcertante attesa. Cominciai ad appassionarmi al tennis con il glaciale e affascinante Borg, per trasferirmi sul rissoso e geniale McEnroe, per poi adorare l'elegante ed educato Stefan Edberg. In seguito, per troppo tempo, durante i brevi regni di atleti che non mi piacevano ed il dominio di un fenomeno che non mi ha mai esaltato, ovvero Pete Sampras, il vuoto assoluto fino all'arrivo di questo svizzero, forse il più completo tennista che il globo abbia mai ammirato.

Roger, quest'anno, ha cominciato l'inesorabile e lento declino. Ha vinto "soltanto" un torneo del Grande Slam, abbandonando, suo e mio malgrado, contemporaneamente  il  primo posto in classifica ed il trono di Wimbledon a beneficio del meritevole e grande Rafael Nadal. Staremo a vedere quanto sarà lento, questo declino. Quello di Sampras fu assai lento, e questo gli permise,  grazie all' enorme talento e allo spirito di sacrificio, di piazzare di tanto in tanto qualche importante zampata nonostante avesse oggettivamente cessato di essere il più forte del circuito. Questo gli consentì di ottenere il fantastico record di 14 Slam in carriera. Roger è ad una lunghezza, può farcela. Verosimilmente dovrà cedere il posto di numero 2 al rampante Djokovic, inoltre stanno emergendo e migliorando rapidamente nuove leve come i Murray, i Del Potro, i Simon. Tuttavia, soprattutto Wimbledon, ma anche US Open e Australian Open, sarebbero abbondantemente ancora alla sua portata qualora il fisico, la voglia, la fortuna, dovessero assisterlo  a sufficienza. Ha ancora quattro o cinque anni di tempo per vincere altri due Slam e superare Sampras. Forza Roger, puoi farcela.