Gli argomenti scarseggiano, ma qualcosa da dire non manca mai.
Parte della squadra è partita per Dubai ed il resto si aggregherà in seguito, meno lo scortatissimo Spice Boy che non ho ben capito nè quando lo farà, nè a che diavolo ci servirà. Comunque,  a prescindere dall’inglese, speriamo che l’anno nuovo porti bene.

Bella l’intervista a Carletto apparsa oggi  sulle pagine della Gazza. Tocca, tra l’altro, argomenti interessanti quali Pato, la prossima vincitrice della Champions, Pirlo, la discontinuità e la fragilità difensiva della squadra (due cose strettamente legate, a mio avviso).

Pato: Carletto ammette che col brasiliano  si arrabbia come un bufalo, pur riconoscendone le doti fuori dal comune. Secondo me fa bene ad arrabbiarsi, fa parte delle sue mansioni e il Papero è ancora molto giovane e sprovveduto. Gli rompa i maroni finchè vuole quindi, ma lo faccia giocare con continuità. Lo sappiamo che i giovani gli piacciono poco, però Gourcuff e Gila sono stati evidenti errori  tutti suoi , giacchè la società si era adoperata a dovere per metterli a sua disposizione. A questo proposito, mi viene in mente anche un certo Henry

La prossima vincitrice di Champions: Carletto cita Manchester e Barcellona ignorando l’Inter. Sarà stato il Cacciavite che è in lui oppure vuole andare sul sicuro?

Pirlo: Carletto ammette che l’assenza di Ringhio creerà qualche problema, ma aggiunge che in fondo anche il lungo stop di Pirlo qualcuno ne ha creato. Concordo sulla prima parte, ma il prosieguo della frase mi lascia perplesso: da quando in qua una lunga serie di vittorie crea problemi?

La fragilità difensiva e la discontinuità della squadra: Carletto ne ammette l’esistenza (e ci mancherebbe altro), aggiunge che il tutto è dovuto al fatto che recuperiamo pochi palloni e che lo facciamo troppo indietro. Tutto giusto, ce ne siamo accorti anche noi profani. Da tre anni.