La solita intervista di Adrianone nostro, con i contenuti di sempre, scontati, ripetitivi, per certi versi irritanti.
Circa lo Spice Boy, nessuna spiegazione chiara, ovviamente. Toni ambigui e frasi sibilline. Continuo a non comprendere il significato di questa operazione. Addirittura il nostro A.D. afferma di non essere certo se questa porterà vantaggi economici oppure perdite. Sembra – sottolineo sembra – tutto basato sull'improvvisazione, come al solito.

Fra gli argomenti presi in esame, oltre alla minor pressione fiscale vigente in Spagna ed Inghilterra,  c'è anche l'obbiettivo – testuali parole –  cui questa società tiene molto. Facile indovinare di cosa si tratti:  quel titolo di club più titolato del mondo di cui il 99% della tifoseria non sa che farsene. Niente di nuovo, dunque.

Interessante ed inquietante invece il commento sulla recente intervista rilasciata da Ricky,  il quale aveva ripetuto per l'ennesima volta che resterà al Milan se i suoi obbiettivi continueranno a coincidere con quelli della società.
"Gli obbiettivi del Milan sono obbiettivi del Milan. Evidentemente è Kaká che li deve sposare." Questa la laconica risposta di Adrianone nostro. In teoria dovrebbe essere così, ma ci si dimentica, o si finge di dimenticare, chi è Kakà e quante richieste abbia da squadre importanti, tra l'altro appartenenti a nazioni sottoposte ai regimi fiscali sopra citati. Trovo assai difficile che si riesca a convincere giocatori forti e ambiziosi come il brasiliano a restare soltanto compiacendoli con qualche ritocco al contratto ogni anno e qualche patacca sulla maglietta. Questi giocatori vogliono vedere un progetto serio e compagni forti intorno a sè, nel proprio reparto ma anche  negli altri. Non necessariamente stelle strapagate, ma elementi forti ed efficaci. Altrimenti fanno le valigie, altro che sposare i tuoi obbiettivi.

Non è mia abitudine istituire processi alle intenzioni, vedremo con quale piglio ripartirà la squadra dopo Dubai e la dirigenza a fine stagione. Poi tireremo le somme. Però, di tanto in tanto, gradirei sentire qualcosa di nuovo, magari qualche piccolo mea culpa. La difesa di situazioni palesemente sbagliate non potrà che portare  al  riproporsi delle stesse situazioni.