Domani scopriremo quali saranno le conseguenze della pausa e di Dubai. Non mi sento di fare previsioni, tutto è legato alla preparazione, allo stato di salute di coloro che non sono ancora rotti, ad un adattamento al repentino cambio di condizioni climatiche (a proposito: era proprio necessario?) che potrebbe influire sull’umore di una squadra già di per sè lunatica per natura.
Si ode un coro del popolo milanista, sotto forma di fragoroso sospiro di sollievo: Carletto annuncia che lo Spice Boy non è in grado di giocare dal primo minuto, ma che certamente prima o poi darà il suo contributo. Speriamo si riferisca a quello economico.

La Roma ci attende, stanno sicuramente pensando "je famo er mazzo" (lo pensano sempre, i lupacchiotti,  lo pensarono anche alla vigilia di Manchester-Roma 7 a 1). Spalletti carica i suoi e l’ambiente, dice che metterebbe 1 fisso qualora giocasse al Totocalcio. Evitiamo quindi di gufare, sarebbe inutile, ci hanno già pensato da soli.

Vediamo che cosa succede. Bisogna assolutamente vincere perchè l’Inter non si esimerà. Nove punti non sono un abisso, ne recuperammo 7 nelle ultime 8 partite all’epoca del penultimo scudetto,  quello di Zac, lo scudetto che in assoluto mi ha fatto godere più di tutti gli altri (ne ho vinti ben 8) perchè inatteso e sudatissimo. Tutto può accadere quindi. Ma se il divario continuasse ad aumentare, la faccenda  si farebbe terribilmente complicata.

Durante le feste questo blog ha cazzaggiato un pò. Ora si fa nuovamente sul serio.

Aggiornamento: l’Inter si è esinta… esitta… esinciuta… insomma, ha evitato di vincere. Ma dovevo proprio usare un verbo privo di participio passato?