Partita insolita giocata in un clima strano, surreale. Molta tristezza palpabile ad occhio nudo, qualche coro polemico (ma senza esagerare) e d’amore per Kakà, striscioni dal tema scontato ma ben confezionati, un Galliani che nel pre-partita dice tutto e nulla ai microfoni di Sky.

Partita insolita dicevo, ma soltanto a livello ambientale. Il Milan ha denunciato gli stessi pregi e gli stessi difetti di sempre. Squadra poco reattiva a centrocampo, svagata al centro della difesa, pericolosa in avanti finchè la palla è transitata da quelle parti. Pato è ormai una certezza, ennesimo gran gol; Kakà è apparso distratto – c’era d’aspettarselo -, ma ogni volta che partiva dava la sensazione che potesse accadere qualcosa.
La Fiorentina, specie nel secondo tempo, meritava il pareggio, benchè non fosse in grande serata pure lei. Abbiati l’ha impedito, confermando alla società, se ancora ci fossero stati dei dubbi, che se non altro si potrà risparmiare una parte degli eventuali 120 milioni nel prossimo mercato.
I migliori: i già citati Pato e Abbiati, poi Zambro e Janku.
Il peggiore soltanto uno: Seedorf, un uomo in più per l’avversario.
Comunque vittoria importantissima, ottenuta contro una compagine di livello nonchè concorrente per l’accesso al vero obbiettivo che c’appartiene: la partecipazione alla prossima Champions.
Dimenticavo: i due rigori per la Fiorentina non c’erano.

Scrivere di questa partita mi è costato molto. Anch’io, come Ricardo, ho la testa altrove.