E’ evidente che la Lazio ha enormi problemi, è tipico delle squadre in crisi partire a testa bassa poi, al primo intoppo, nella fattispecie il gol del Papero, squagliarsi come neve al sole.  Ma la cautela si esaurisce qui.

Siamo come quei tizi che stressano il prossimo con i propri acciacchi, quegl’ipocondriaci che sembrano afflitti da mille malattie e se non lo sono se l’inventano. Essi, di solito, campano cent’anni.  Nonostante tutti i problemi sovente sviscerati anche in questo blog, abbiamo superato i gobbi e siamo a sei punti dai cugini, non un abisso. Non siamo ipocondriaci, gli errori di Carletto e societari non sono nostre invenzioni, ma quel qualcosa che abbiamo dentro, che spesso ci fa andare oltre le nostre possibilità, ancora una volta sta emergendo. E a chi bisogna attribuirne il merito se non agli stessi Carletto e società, oltre ovviamente ai giocatori?
I cugini non sono ancora nervosi. Un pò ci snobbano. Il prossimo derby insegnerà molte cose. A noi, ma anche a loro.

Lo Spice Boy mi esalta, chi l’avrebbe mai detto? Occupa la parte destra del centrocampo correndo in modo intelligente, apre il gioco e aiuta la difesa, il primo pallone l’ha sbagliato a dieci minuti dalla fine. E’ stato inserito in lista UEFA per giocare due partite e chiudere con noi in bellezza. Oppure resterà? La solita suspance, ormai marchio di fabbrica di Galliani.

Quando si vince, tutti bravi. Ma un discorso a parte lo merita Bonera: bella prova dopo un lungo infortunio; al momento è il miglior difensore che abbiamo.