So che non interessa a nessuno, ma ogni tanto dovrete sopportare questi post alternativi.
Roger Federer le ha buscate nuovamente da Rafa Nadal. L'anno scorso, per uno come lo svizzero, vincere soltanto US Open fu un mezzo disastro che gli costò la posizione di numero 1 del mondo. Per la verità, la mononucleosi incise non poco sul suo calo di rendimento, ma la costante crescita del campione maiorchino lasciava già intendere che qualcosa stesse cambiando. Al primo Grande Slam della stagione la conferma, tra la sorpresa di Roger e quella dei suoi supporters (fra i quali milita il sottoscritto): Il tre volte campione di Australian Open è stato costretto a concedere al grande rivale anche questo torneo, questa volta assorbendo la sconfitta meno bene rispetto al passato. Forse perchè fino alla finale era parso in forma, aveva giocato da par suo ed era sicuro di farcela; e  forse perchè si è reso conto di ciò che ormai era nell'aria: Rafa è veramente il più forte, non c'è mononucleosi che possa tenere.

Un crollo di nervi inaspettato, evidenziatosi dapprima sul campo sotto le sembianze di banali errori – specie nel set decisivo –  e palesato poi da copiose lacrime durante la premiazione. Spero che non si tratti di un segno di resa, come accadde per Borg ad appena 26 anni allorchè l'amara realtà del sorpasso da parte di Mc Enroe si fece evidente. Gli stimoli ci sono: la soddisfazione di superare nuovamente il fortissimo giocatore che l'ha spodestato; il record di Slam vinti da Sampras da eguagliare e magari battere; la consapevolezza che, a parte Nadal ed il discontinuo numero 3 Djokovic, in giro non si vede ancora nessuno che possa infastidirlo.

Il prossimo appuntamento sarà una Waterloo. Il Roland Garros sarà la casa dello spagnolo per molti anni ancora, e l'eventualità di una rinascita sulla terra rossa, per quanto affascinante come idea, è molto remota, quasi impossibile da verificarsi. Poi però ci sarà Wimbledon. Lì si scoprirà se il declino è in corso oppure soltanto rimandato di qualche anno.