Sembrerà strano, ma tutto sommato sono soddisfatto. E’ raro che mi succeda dopo una sconfitta in un derby. La squadra ha affrontato la gara con la mentalità giusta, riuscendo a mettere in campo ciò che è nelle proprie corde: palleggio, fantasia degli attaccanti, una buona dose di orgoglio,  quest’ultima una qualità che alcuni elementi di gran nome non potevano far mancare in un’occasione del genere. Al fischio finale, rabbia poca, dovuta più che altro alla consapevolezza che questa partita meritavamo di pareggiarla.

I cugini, tuttavia, non hanno rubato nulla. La differenza l’ha fatta la fase difensiva: loro (inteso come società) considerano questa parte del gioco come un elemento fondamentale, noi (sempre inteso come società) una questione fastidiosa e superflua, costosa sotto l’aspetto economico con un ritorno risibile sotto quello del marketing. C’è un vecchio motto – valido secondo me per qualsiasi sport di squadra – che circola nel basket NBA: l’attacco fa vendere i biglietti, la difesa fa vincere i titoli. La differenza fra Milan e Inter, quella di ieri e quella che ha determinato gli 11 punti di distacco, sta tutta qui.
L’Inter non ha fatto nulla di eccezionale: pochi errori dietro (quasi nessuno) e lanci lunghi a scavalcare il centrocampo per le sponde dei due giganti là davanti. Un gol di mano di Adriano e l’inspiegabile libertà concessa a Stankovic nel primo tempo hanno determinato  il risultato finale. Tutte le occasioni per arrotondare avute nei primi venti minuti del secondo tempo sono figlie della situazione esageratamente favorevole creatasi nel primo, nel quale, come gioco, le due squadre si erano equivalse.

Vale quanto scritto nel post precedente al paragrafo titolato "-11": niente di grave, adesso potremo meglio concentrarci su chi ci sta intorno e che ieri non ha entusiasmato. L’Inter è un’altra cosa, si sapeva, e noi siamo usciti dal derby a testa alta, consapevoli che la qualificazione Champions è ampiamente alla nostra portata.

Trattandosi di una partita speciale, oltre ai giudizi sui nostri aggiungo qualcosa anche sui giocatori avversari: Pato migliore in campo, Ibra ha giocato per la squadra, e l’ha fatto molto bene; Dinho da urlo, Adriano non proprio ma sta facendo passi da gigante; Beckham s’è visto poco, Ambro solito combattente e Pirlo poco incisivo oltre che pigro su Stankovic (tremendo killer), mentre il centrocampo dell’Inter si è messo in mostra più che altro per la consueta efficacia in fase di non possesso. Non oso paragonare le due difese, poichè peccherei di bestemmia calcistica. Bravissimi i due portieri.

L’arbitro: spero che i cugini d’ora innanzi la pianteranno di fare le radiografie alle moviole che ci riguardano. Non c’è altro da dire.