A dir la verità durante la partita ci è andata piuttosto bene. Non che il Cagliari abbia fatto chissà che, però è riuscito a creare un serio pericolo con Acquafresca e colpire un clamoroso palo con Cossu. Ai meriti dei sardi si aggiungono gli errori della terna arbitrale, della quale non possiamo certo lamentarci: fuorigioco discutibili a nostro favore ed un gol concessoci  che doveva essere annullato perchè viziato da una porcheriola di Pippo.
Come si può notare, alle vicende arbitrali ho dedicato molte più righe di quanto abbia fatto successivamente al Derby. Passerei ad altro, chè a queste discussioni inutili ci pensano già le varie moviole televisive ed i cugini.

Abbiamo avuto culo dicevo, ma anche una montagna di sfiga. Ci siamo presentati con una squadra massacrata dalle assenze, quasi tutte nello stesso reparto, quello più forte. Non avrei scommesso una cicca sul risultato positivo, prima del fischio d’inizio. Eppure sono arrivati  tre punti d’oro dopo una partita nella quale abbiamo visto un Milan che ha dato il massimo. Il bel "giuoco" non c’è stato – ma quello non c’è quasi mai – però, almeno ieri, avevamo parecchie attenuanti: nessun Pallone d’Oro nè giovani fenomeni in campo, panchina ridotta all’osso, avversario rognoso. Di solito queste partite non le vinciamo.

Sono piovuti fischi addosso ad un giocatore (un grande giocatore) con una personalità ed un ego immensi, e ad un tecnico che, sentendosi accerchiato e forse in discussione per l’anno prossimo, ha perduto parte della propria serenità. Dell’amor proprio di un paio di milionari, i quali hanno di che consolarsi anche senza la mia solidarietà, m’importa assai poco. Ma non vorrei ci s’illudesse che quei fischi abbiano spinto Seedorf a disputare un buon secondo tempo e a siglare il gol-vittoria, o spingeranno Carletto a non affidarsi più con tanta cocciutaggine al suo fedele scudiero. Se però vogliamo aggiungere problemi ai problemi, padronissimi. Il masochismo non è un reato.