"Se poi ti stai chiedendo come sarebbero state valutate le tue intemperanze giovanili se solo fossi stato un calciatore del Milan o della Juve, beh, hai perfettamente ragione. Meglio non porsele, certe domande."

Leo Turrini, giornalista ed interista dichiarato, conclude così il suo articolo dedicato a Mario Balotelli. Meglio non porsele, dice, certe domande. Forse perchè la risposta più ovvia agli interisti non piacerebbe: perchè al Milan o alla Juve certe intemperanze, giovanili o no, non verrebbero nè giustificate nè tollerate. Sono certo che se Pato assumesse atteggiamenti tipo quelli del talentino interista, la stampa non mancherebbe di farlo notare e di ricamarci sopra. Il problema è, caro Turrini e cari cugini, che i Pato ed i Giovinco, da giocatori di Milan e Juve, sanno benissimo che certe cose non possono permettersele. So che dà fastidio e che è meglio ripararsi dietro il comodo paravento dell’assalto mediatico, ma le cose stanno così, fatevene una ragione.

Sulle dichiarazioni di Mourinho non ho molto da dire. Il personaggio è questo, lo conosciamo: un bravo allenatore ed un grandissimo comunicatore che paradossalmente si scaglia contro gli stessi media di cui abilmente si serve. L’ultima uscita è un capolavoro di manipolazione intellettuale.

Moratti invece ha rilasciato dichiarazioni molto più scarne rispetto al suo allenatore. Ha ribadito che per lui quello su Balotelli era rigore, così come era fallo (quale?) quello di Baptista su Cambiasso, precisando però che ognuno la vede come vuole, dipende da che parte si sta. Domenica sera stavo dalla parte interista, mi ero momentaneamente prestato alla causa  per tornaconto personale. Volendo potrei unirmi anche alle loro menzogne, in fondo quel risultato ha fatto più comodo a noi. Ma preferisco la verità, per pudore.