Quand’ero bambino, tutto ciò che profumava di Nazionale mi scaldava il cuore. Ne seguivo le sorti in ogni sua versione, da quella calcistica a quella tennistica di Coppa Davis, da quella "baskettara" a quella di Volley. Anche la cosiddetta "Nazionale Rossa", la Ferrari,  la seguivo con trepidazione. Prima veniva il Milan, poi la Nazionale di calcio, poi tutto il resto sopra elencato. Oggigiorno  questo mio entusiasmo patriottico-sportivo si è un pò affievolito, sarà perchè crescendo assisti a cose, e i tuoi connazionali un pò ti deludono. Ma, volenti o nolenti, non si può cessare di essere italiani. "Io non mi sento italiano, ma per fortuna o purtroppo lo sono", cantava il geniale Giorgio Gaber.

La Nazionale è il mio secondo Club. Certo, le amichevoli m’interessano meno di una volta, non c’è confronto con quella volta che sudai sette camicie in occasione della prima storica vittoria a Wembley giunta grazie ad un gol di Capello e ad una mostruosa prestazione di Dino Zoff. Tuttavia i Mondiali e gli Europei per me restano sacri. Non comprendo chi tifa contro la Nazionale, anzi, chi lo fa mi sta un pò sulle balle. Gl’interisti so che lo fanno, non tutti ovviamente, buona parte. Sì, sì, lo so, c’è solo l’Inter… bah… è così difficile spogliarsi anche solo per un momento dalla casacca di Club e affrancarsi da quest’Italia dei campanili?

E’ storia di oggi, la storia di sempre. "Perchè non fa giocare Cassano?". Ecco un’altra categoria che odia la Nazionale: la stampa. Basterebbe sostituire il nome di Cassano con quello dei Del Piero, Baggio, Beccalossi, Totti, Mazzola, Rivera, e andare a leggere articoli e titoli del passato: sempre uguali, la stessa litania, stucchevole, dannosa. Un noto giornalista di un tempo, non ricordo chi, ebbe a dire che il compito di selezionatore sarebbe dovuto spettare ai giornalisti, categoria che ne avrebbe senz’altro capito di più degli altri addetti ai lavori. Pure a queste corbellerie siamo arrivati, nell’Italia pallonara. Ma anche ad altre, tipo l’assurdo clima di tensione creato alla vigilia del Mundial ’82, specialmente nei confronti di quel brav’uomo del cittì Bearzot prima fatto passare per rincoglionito poi per genio del calcio. Ce ne sarebbero ancora, occorrerebbe scrivere un libro, altro che un post.

Il prestigio di questa squadra gloriosa rimane, a dispetto di chi tenta invano d’imbrattarlo: quattro titoli mondiali, due secondi posti, un sacco di altri piazzamenti soddisfacenti; e poi Facchetti, Bulgarelli, Meazza, Piola, Valentino Mazzola che da lassù non hanno mai cessato e mai cesseranno di tifare per quei colori azzurri per cui in passato si sono battuti. E’ settimana di Nazionale, i risultati contro Montenegro e Irlanda sono importanti. Voglio andare ai mondiali e diventare Pentacampione. Forse non potrò vedere le partite, non entrambe almeno. Ma il profumo lo percepisco, è sempre gradevole.