Se queste cose le avesse dette Ibra si tratterebbe di assalto mediatico architettato dal Nano. Le ha dette Kakà e, ovviamente, ci troviamo di fronte ad una notizia attendibile, ad una dichiarazione autentica al cento per cento. Attendo di assistere alla  conferenza stampa, di udire il tutto direttamente dalla sua bocca. Nel frattempo I blog interisti ci fanno dei post irridenti, valutano le frasi del brasiliano come un chiarissimo segnale che egli sta preparando le valigie perchè in rotta con la società. Oppure che lo staff medico milanista sia un manipolo di ciarlatani. Orbene, sul secondo teorema non mi esprimo, non ho elementi per giudicare l'organizzazione sanitaria milanista se non per sentito dire. Sul primo però qualcosa si può dire, poichè di queste dichiarazioni "in libertà" da parte di atleti a beneficio dei media del proprio Paese ne ho sentite a migliaia, smentite o rettificate poi puntualmente al momento del ritorno sul luogo che fornisce pane e companatico quotidiano. I calciatori sanno perfettamente che le loro dichiarazioni rimbalzano ovunque, l'era del segnali di fumo è terminata da un pezzo,  mi sembra strano che  professionisti così esperti ci ricadano regolarmente. Se Kakà ha detto ciò che ha detto ha sbagliato, le sue perplessità, se ne ha, deve esprimerle in tempi e luoghi opportuni. Inoltre mi chiedo come possa esprimere giudizi sul proprio stato di salute non essendo ancora sceso in campo. Ma a parte tutto questo, farne un caso mi sembra palesemente eccessivo e, come sempre, strumentale. Stavolta non siamo riusciti a censurare nulla, il potere mediatico comincia a vacillare. Oppure emerge soltanto quando fa comodo a qualcuno.