Sarebbe un Buona Pasqua stanco, inutile. E’ troppo complicato augurare qualcosa a qualcuno di fronte ad immagini agghiaccianti come quelle che ci hanno accompagnato nei giorni scorsi e nella giornata di oggi. Finora ci avevano propinato freddi numeri, raccapriccianti certo, ma non nella stessa misura che lo spettacolo di quella sinistra montagna di casse di legno può produrre in maniera così esplicita, così crudele.
E’ troppo complicato augurare qualcosa a qualcuno, e ancor di più lo è scrivere di calcio, di Milan, di Ancelotti e Kakà che se ne vanno oppure restano. Nei giorni scorsi ci ho provato, ho tentato di lasciar fuori questo blog dalle banalità che si scrivono e dicono in momenti come questi, agendo  discretamente e concretamente nel mio piccolo piuttosto che ripetere cose già dette e stradette. E, siccome l’informazione non manca, evitando di esortare lettori più che maturi e sensibili a comportarsi secondo i dettàmi della propria  coscienza, poichè sono certo che nessuno di essi si è chiamato fuori.

Ma la tragedia è troppo grande, impossibile non menzionarla anche in questa sede. Il numero di morti sfiora le tre centinaia, quello degli sfollati si conta a migliaia. Le meschinità umane fortemente permeate di malvagità criminale hanno puntualmente fatto da cornice a questo quadro già poco tollerabile di suo. Non ho voglia di concepire post di calcio nè di elargire vacui auguri a chicchessia per qualche giorno. Non perchè così si deve fare in questi frangenti, ma perchè mi sento di fare così.

Ci si legge la prossima settimana.