patoChi ben comincia è a metà dell’opera, qualcuno ha detto.
Ma come han cominciato i nostri recenti beniamini, ve lo ricordate?

Ricardo Kakà:
Esordio incolore ad Ancona, il 1 settembre 2003. Molto più succulento il suo primo gol in maglia rossonera: cross di Ringhio e inzuccata vincente, in un gol che ci valse la vittoria nel derby. Predestinato.

Alexandre Pato:
Pato è il principe degli esordienti eccellenti. Esordio all’Internacional con gol al Palmeiras il 26/11/06. Esordio in Libertadores il 28 febbraio dell’anno successivo, con gol all’Emelec. Esordio non ufficiale al Milan il 6 settembre 2007, a Kiev, naturalmente con un gol. Esordio ufficiale in serie A, il 13 gennaio 2008, e gol al Napoli, a suggellare una gara in cui un Ronaldo pacioccone
consegnò idealmente il testimone al suo erede, segnando una doppietta. E per finire, il 26 marzo, esordio in nazionale brasiliana, partendo dalla panca e segnando un gol dopo 12 minuti. Il cuore nelle sue mani è quello di tutti i rossoneri.

Andrij Shevchenko:
Lecce-Milan, 28 agosto 1999, 2-2, un gol dello Zar. Da lì, i 14 nel derby, gli occhi di ghiaccio con la Juve, le lacrime ipocrite in curva Sud e il ritorno all’ovile da pecorella smarrita che ancor non s’è ritrovata.

Ricardo Oliveira:
Lazio – Milan 1-2, 10 settembre 2006. Quei quasi 20 milioni di euro sembravano spesi bene. Il cugino scemo di Lulù Oliveira la mette dentro di testa alla prima apparizione. Non so più che fine abbia fatto. Per fortuna.

La classe, il futuro, la storia (finita male), l’abominio. Quattro esordi diversi, ma che hanno lasciato il segno in un modo o nell’altro.

Oggi è anche l’esordio di Darko, centrattacco dei cacciaviti bloggatori… sarò un Pato, o un Oliveira?