Mi chiedo se a qualcuno importi qualcosa della partita di stasera. E dire che è importante, ci giochiamo la certezza di disputare la prossima Champions dopo un anno d’assenza, contro una buona squadra per giunta in forma. Le attenzioni del popolo cacciavite sono tutte concentrate sul futuro quando il presente è tutt’altro che positivamente definito. Via Ancelotti, via Galliani, compriamo Tizio, cacciamo Caio. La febbrile ricerca del colpevole che ha preso il via già da un pò di tempo, ultimamente si è elevata al parossismo. Trovo tutto molto strano. Ed eccessivo. Anche i più cauti e misurati stanno strizzando l’occhio agli scontenti di default. I cacciaviti hanno digerito in fretta l’ultimo grande successo di appena due anni fa, evidentemente il metabolismo delle nuove generazioni brucia tutto quanto con una rapidità sorprendente.

Comprendo il malumore, meno talune critiche feroci nei confronti di qualcuno che va lasciato tranquillo ancora per qualche giorno e che al Milan ha dato tanto. Ma in fondo è il bello del calcio, questa passione spesso cieca che gli fa da cornice, questa memoria che si esaurisce in un battito di ciglia, questo modo spesso semplicistico e intempestivo di criticare i momenti negativi della propria squadra. La situazione attuale la predissi due anni or sono, alla vigilia della semifinale d’andata contro il Manchester. La gestione degli ultimi anni non è quindi di mio gradimento da tempo, tanto per precisare che il sottoscritto non è filo-chicchessia. Più avanti, quando lo scenario sarà meno confuso sia in classifica che a livello societario (ora come ora francamente non ci sto capendo nulla), scriverò un post di critica approfondita pure io, non posso esimermi, lo si fa un pò ovunque; inoltre, uno degli sboccati protagonisti del film "Platoon"  diceva: "Le opinioni sono come il buco del culo, tutti quanti ne abbiamo uno" (beh, non diceva precisamente così, ma è sufficiente sostituire "opinioni" con "scuse" e si avrà la citazione corretta). Ma fino a quando non verrà il momento preferisco ragionare giorno per giorno, partita per partita. E adesso penso all’Udinese.