Si chiama TVP (Trombosi Venosa Profonda), un modo come un altro per chiamare un grumo di sangue malandrino che ti si forma da qualche parte e che, a seconda di quale parte si tratti, può essere più o meno letale. Nel mio caso, ovvero la gamba sinistra, letale non è, a meno che non parta un bell’embolino che ti spedisca al Creatore. Doloroso però lo è, come  se del mio povero arto se ne fosse occupato Materazzi per una ventina di minuti. Noioso pure: sarò zoppo ancora per qualche giorno e devo indossare un’ ambigua calza contenitiva color carne che fa molto viado. Inoltre la prospettiva è quella che forse dovrò dipendere da un farmaco per il resto dell’esistenza. C’è di peggio nella vita. Ma c’è anche di meglio, ad esempio non avere un cazzo di niente.

Mi hanno dimesso ieri sera, la cura posso continuarla in proprio. Ho letto qualche commento distrattamente. Devo dire che sono commosso per la preoccupazione. Il web è sorprendente: ci si preoccupa e lo si fa sinceramente.  Se un avatar non appare per un certo periodo senza spiegazioni se ne sente la mancanza, ci si domanda che cosa sia accaduto sperando  non si tratti di qualcosa di serio. Questa cosa è bizzarra, meravigliosa. E assesta una bella picconata alla scarsa stima che sono solito nutrire per la razza umana (poi ripenso al comportamento messo in mostra dalla curva domenica e la stima torna a vacillare, ma tant’è).

In questo periodo avrei tante cose non esattamente piacevoli da dire su società-Milan e tifosi, di carne al fuoco ce ne sarebbe. Ma mi comprenderete se per qualche giorno mi limiterò a commentare

Okay, comunque sono qua. Col morale così così ma ci sono.