E' noto che sono un milanista di vecchia data. Molti di coloro che mi leggono sono nati mentre Berlusca si stava accingendo ad acquistare il Milan, oppure poco dopo il suo rivoluzionario ingresso nel mondo del pallone. I più giovani non sanno cosa significhi tifare per un Milan senza Berlusconi, ed io spesso faccio un pò la parte di quello "che ha visto cose", che sa, perchè assieme a questa squadra ne ha passate di tutte le tinte, spesso e volentieri fosche. Molti dei giovani lettori probabilmente mi leggono proprio perchè mi vedono come una sorta di "vecchio saggio", sperano magari che esperienze passate e memorie di fatti già accaduti possano portare a qualche risposta in più. E' una roba un pò tribale, ma devo confessare che un pò, di questo veteromilanismo vagamente snob, mi compiaccio.

Orbene: questa faccenda mi ha causato l'emicrania. Non ci sto capendo un cazzo. Alla faccia del milanismo di vecchia data e delle altre menate. Berlusca che spara balle a raffica (non è una novità, ma almeno una volta aveva il pudore di ammantarle di una patina di credibilità); Mauro Suma che trattiene a stento – ma è evidentissimo – il rancore verso la proprietà (perlomeno così mi riferisce un amico abbonato a Milan Channel); Paolino che in conferenza stampa, pur non dicendo nulla di che, mi dà l'idea di avere qualche sassolino da togliersi dalle scarpe, inoltre richiede, neanche tanto velatamente, un ruolo  "non di facciata" (quindi lo vorrebbe operativo, ma al posto di chi?); la squadra più titolata del mondo messa in ginocchio dalla crisi economica mondiale, che evidentemente al neopromosso Parma non fa neanche un baffo giacchè la squadra emiliana si permette di puntare i piedi per Paloschi come se nulla fosse.

Mi attende un'estate all'insegna dell'emicrania.