Valentino Rossi. Otto volte campione del mondo nelle varie classi del motomondiale. Un fenomeno, forse il pilota più forte di ogni epoca. Ciò che ha fatto domenica scorsa  è stato  qualcosa di soprannaturale.  E’ anche simpatico. Dicono.  A me sta sulle balle, non foss’altro perchè si dichiara interista ad ogni piè sospinto. Mah… secondo me se fosse un perdente starebbe sulle balle a tutti, interisti a parte.

Giuseppe Rossi. Nazionalità italo-americana ma ha scelto la nazionale di calcio italiana (chiamalo fesso). Emigrato giovanissimo in Inghilterra all’ UTD, ha disputato  – tra l’altro con successo – soltanto uno spezzone di Serie A per poi trasferirsi nella Liga spagnola. Ieri ha giocato pochi minuti siglando una doppietta in Confederations Cup. Galliani, per cortesia, si dia una mossa, questo oltre che buono è anche milanista.

Paolo Rossi. Se vi fa schifo Pippinzaghi allora non avete mai visto all’opera questo qui. Il nulla assoluto per novanta minuti ma una percentuale di successo  spaventosa in rapporto alle palle giocate. Capocannoniere al Mundial ’82 con sei reti. Io c’ero, e ancora mi sveglio in piena notte di soprassalto in un bagno di sudore gridando: "Ma come cacchio ha fatto!!!".


Paolo Rossi.
Attore e comico di talento. Mi piace a fasi alterne, ma tutto sommato è divertente. E’ interista pure lui (siamo circondati), il suo monologo "Lode a Evaristo Beccalossi" è un piccolo capolavoro.

Guido Rossi. La sua vita è qui, se v’interessa. Il topic del post è il talento dei reds, e Mr Guido batte tutti in quanto a talento.  Da personaggio poco conosciuto, in pochissimo tempo è riuscito a farsi odiare da gran parte dell’Italia non neroazzurra. Senza di lui forse avremmo ancora Moggi, l’Inter sarebbe ancora impegnata nelle attività per cui è storicamente più portata – ovvero perdere e piangere -, noi probabilmente saremmo nelle medesime condizioni in cui versiamo adesso, nè esaltanti nè disastrose. Tutto sommato il talento di Mr Reds è stato più un incubo Gobbo che nostro.


Vasco Rossi.
Quando esordì ero poco più di un bambino, a tutt’oggi è ancora sulla cresta dell’onda, vende montagne di dischi ad adolescenti, giovani, meno giovani come me ed anche ai più anziani. Mi piaceva assai più vent’anni or sono, ma l’ascolto ancora volentieri. Grande Blasco.