Premesso che il detto che titola il post può non valere per una squadra milanese alla quale sono andati di traverso gli involtini primavera… è innegabilmente vero che una vittoria dà morale, dà la carica, e hai buone probabilità di riuscire ad infilare una serie di belle partite, qualora vi siano le condizioni.
E il buon Leonardo, novello matematico, ha dimostrato che è vero anche il viceversa: perdere aiuta a perdere. Abbiamo vinto UNA PARTITA UNA in tutta l’estate. Anzi, a proposito, trovatemi l’autore del servizio di Studio Sport che dopo la vittoria col Varese disse testuali parole: "Quest’anno il Milan esordisce con una vittoria. Sono le premesse per non ripetere il disastroso ultimo precampionato ancelottiano".
E’ ragionando di queste sfighe che ho trascorso il mio tempo sull’isoletta di Lampedusa, negli ultimi giorni, in compagnia del mio migliore amico, rossonero fino nelle viscere come me.
E ragionavo anche sul fatto che Marcovan mi ha inserito nel filone degli "scettici".
Ci ragionavo pensando a quando, con una Nastro aperta, dicevo "abbiam preso Huntelaar, meglio di Luis Fagiano! E poi gli olandesi portano bene…."
E l’amico mio mi disse solo tre parole: "Ti ricordi Kluivert?".
E così attenderò il solito trofeo TIM (che in Italia prende, in Cina no. – cit Kalunaat) e il solito trofeo intestato al padre di quello che non scuce.
Non riuscendo però a cullarmi nel disilluso scetticismo che è proprio di Marcovan, nè nell’illusoria speranza del buon MalatoDellUnicoTerzinoDecenteNegliUltimiVentiAnni, incrocio le dita e con un po’ di timore aspetto la prima di campionato.
Che vide un esordio con gol di Sheva, 10 anni fa. Che mi evoca sempre bei ricordi. Chissà, magari tocca al Cacciatore. O più verosimilmente 1 a 1 con gol del pari di Superpippo. Di sti tempi, un gol è grasso che cola.
Un po’ come Ronaldo sudato, insomma.