I problemi sono gli stessi di sempre (i due terzini, un centrocampista che abbini corsa e qualità ed almeno un’altra alternativa pari ai titolari – un mancino – che possa giocare tra la trequarti e l’esterno d’attacco) e quindi li conoscete ma a quanto pare a Berlusconi non interessa risolverli perché la sua priorità non è quella di far vincere il Milan, la sua priorità è altro: incassare prima di vendere? Il timore è che se Pato continuasse per questa strada diventerebbe un boccone troppo prelibato per il nostro proprietario per non pensare di ricavare un bel gruzzoletto anche da lui, prima di passare la mano indebolendo la squadra al punto che il futuro boss impiegherà un bel po’ di tempo prima di riportare il Milan alla vittoria. Ipotesi, certo.

A proposito, sento parlare di peana in favore di Berlusconi se dovesse arrivare un terzino magari a basso costo e un prestito gratuito dall’amico Perez. Non scherziamo neanche per favore. Qui il giudizio potrebbe cambiare solo se arrivassero tre giocatori veri, utili e funzionali al progetto tecnico-tattico se soprattutto acquistati per intero, se dunque venissero cacciati i soldi che ci sono. Sento parlare anche di peana in favore di Berlusconi se questo Milan dovesse risultare insperatamente vincente a dispetto di una rosa che sulla carta lo condanna ad una lotta per un massimo secondo posto. Anche qui, non scherziamo neanche per favore. La proprietà non ha concretamente mostrato alcun interesse a rendere agevole il compito del duo Tassotti-Leonardo incassando moneta sonante per i vari Gourcuff e Kakà e lasciando un solo giocatore funzionale al progetto e mi riferisco a Thiago Silva. Mi si spieghi il senso di Huntelaar se per imposizione dall’alto Ronaldinho deve giocare immobile davanti all’area di rigore costringendo la presunta punta centrale a sobbarcarsi un lavoro immane da quasi ala destra. Il minimo che si potesse fare sarebbe stato consegnare almeno tre o quattro giocatori che permettessero ai tecnici di intraprendere la strada di un nuovo sistema di gioco che invece è stata repentinamente abbandonata alla terza amichevole per mancanza assoluta di appoggio da parte della proprietà. Kakà è andato via perché mercenario si ostinano a sostenere i filo-presidenziali di ferro? Fosse così si sarebbe reinvestita la somma ricavata così come il Grande Capo avrebbe apertamente scaricato sul brasiliano la responsabilità della cessione, recita abbandonata già dopo le elezioni perché palesemente indifendibile. La squadra è dunque assolutamente lasciata al suo destino e si deve arrangiare con quello che c’è e per così dire autogestire. La squadra si autogestisce, la società si autofinanzia dunque che meriti dovrebbe avere Berlusconi? Quanto Tassotti e Leonardo sapessero fin dall’inizio di questa precarietà e disinteresse verso le loro esigenze non è dato saperlo ma se anche fossero stati “traditi” da promesse mai mantenute il refrain verso Ancelotti dovrebbe valere anche in questo caso: perché non dimettersi? Ho la sensazione che il duo di tecnici che ci guida non sappia esattamente quanto potranno rendere e quanto potranno portare lontano la squadra e trascinati dall’entusiasmo della “prima volta” hanno accettato di portare avanti questa scommessa in cui poco hanno da perdere (alla peggio Tassotti resterà sempre allenatore in seconda e Leonardo tornerà a fare il dirigente).

Della vittoriosa trasferta a Siena rimangono in negativo: la totale incapacità di Jankulovski di presa di posizione e di marcamento sul lato debole (quello dove non ha la palla chi attacca); la mediocrità tecnica e fisica di Zambrotta nell’assecondare mediante sovrapposizioni i tagli e gli scarichi di Borriello; la nulla aggressività di entrambi i terzini causata dalla loro consapevolezza di essere lenti e poco inclini al recupero che costringe i due interni di centrocampo ad allargarsi per chiudere sugli esterni avversari togliendo densità in mezzo al campo e schermo protettivo davanti all’area di rigore (come il gol del pari dimostra); il fatto che Pirlo non c’entri un cazzo o quasi con il ruolo di vertice di basso di una mediana a tre poiché è ormai incapace di dettare i tempi del gioco in fase di possesso palla sia sul lungo sia sul corto, di pressare in fase difensiva mettendo in zona d’ombra il cucitore di gioco avversario, di staccarsi dalla marcatura per farsi trovare lui in zona luce dovendo poi spesso dare palla a Thiago Silva per far ripartire l’azione , inoltre mancando di intensità allunga la squadra ed infine non segue mai e poi mai il centrocampista che si inserisce da dietro (chiedetevi chi si perde Fini sul tiro che porterà al pari senese dopo la respinta di Storari); l’abisso che separa il volenteroso Gattuso dal pur vetusto Beckham che però sa come interpretare il volante destro nel 4-3-3 o 4-3-1-2 che dir si voglia; lo specchiarsi troppo di Pato che eccede in azioni personali con svariate palle perse, che sul pari si comporta come fossimo davanti di tre gol e che deve rispettare l’avversario crescendo in maturità; la poca brillantezza di Ronaldinho nell’uno contro uno che ne limita la pericolosità anche nel liberarsi per andare al tiro e che ha potuto creare calcio con assist pregevoli perché è mancata totalmente la pressione di Codrea lasciandolo con palla libera a difesa senese schierata in linea. Molti di questi difetti sono cronici e caratteristiche endemiche della rosa stessa per cui non migliorabili col tempo se non con interventi precisi e mirati in sede di campagna acquisti onde per cui ricordiamoci di non pretendere dalla squadra e dai tecnici vittorie che appartengono al nostro dna ed al nostro blasone ma che quest’anno, almeno sulla carta, non sono affare nostro.

In prospettiva è da sottolineare l’importanza di Borriello nel tridente. E’ l’unico attaccante fra le tre prime punte che abbiamo a permetterci di poter giocare con Pirlo, Ronaldinho e Pato insieme dall’inizio poiché è altruista. Fa un lavoro sporco ed oscuro fatto di sponde, scarichi, appoggi, torri e tagli che risulta determinante per assecondare l’estro dei nostri due fuoriclasse brasiliani. Ritengo poi fondamentale che il duo Tassotti-Leonardo faccia il possibile per trovare un posto nella formazione titolare ad Abate che peggio di Zambrotta non credo potrebbe fare da terzino destro ovvero meglio saprebbe interpretare gli inserimenti  da mezzala rispetto a Gattuso oltre che l’intercettamento per le ripartenze, pur perdendoci un po’ in fase di marcamento ed interdizione, ma se ci giocava Beckham lì lo può fare anche lui. Infine non si commetta l’errore di inserire Seedorf al posto di uno dei due interni di mediana in quanto lui è l’ottima alternativa a Ronaldinho da trequartista da mettere quando si opterà per le coppie Huntelaar-Pato o Inzaghi-Pato.