La faccia da stronzetto messa in mostra da Pato sabato sera non gliel'avevo mai vista prima. E non intendo soltanto durante la presa per i fondelli finale che ha scatenato le ire senesi (giochetti col pallone e ripetuti inviti a farsi sotto, almeno a sentire la campana dell'offesissimo Vergassola), mi riferisco a quell'espressione palesata ben più a lungo, nell'arco di tempo che va dall'ingresso in campo fino all'intervista-Sky. Un'autentica faccia da stronzetto appunto. Una faccia diversa da quella a cui ci aveva abituati nelle scorse stagioni: timida, leggermente spaesata, del tipo sono-un-fenomeno-ed-è-evidente-ma-sono-troppo-giovane-per-intimidire-chicchessia. Una faccia diversa da quella di arrendevole e rassegnata vittima delle legnate di arcigni mestieranti difensivi da squadra di provincia. Sabato scorso Pato ne ha prese un sacco di legnate di quel genere, come al solito. Lo sapevamo che sarebbe successo, lo sapeva pure lui. Per questo è entrato in campo prevenuto, con la faccia da stronzetto ma non soltanto, anche con la chiara intenzione di comportarsi come tale.

Questo che cosa può significare?

Francamente non so, è solo l'inizio. Un inizio firmato con una doppietta ed una prova maiuscola, d'accordo, ma invero affrontando un Siena che m'è parso, ad occhio e croce, una delle squadre più seriamente candidate alla retrocessione. Non azzardo quindi nulla sulla consacrazione definitiva del Papero (che è comunque soltanto questione di tempo). Più che altro mi limito ad augurarmi che  il processo di maturazione del ragazzo abbia subìto una brusca impennata e che la faccia da stronzetto significhi grinta, decisione, ferrea volontà da parte di questo fuoriclasse di eliminare i difetti residui, uno dei quali è una certa mollezza allorchè il clima si fa incandescente (un altro suo difetto che mi manda in bestia è l'egoismo). Ferrea volontà anche – perchè no? –  di ambire al ruolo di leader.

Sì, perchè il leader di una squadra sportiva professionistica, dello stronzetto deve averne obbligatoriamente la faccia. E se stronzetto lo è anche un pò di carattere, non guasta affatto. Qualche esempio? Marco mio (chiedere a Vierchowod, Koheler, P.Bruno detto o' animale), Del Piero (può non sembrare ma secondo me lo è), Lothar Matthaeus, Simeone, Maradona, Montero, Platini, Bettega, Tardelli… In altre realtà sportive? Una che conosco abbastanza bene, la NBA:  Michael Jordan, il più grande e probabilmente il più stronzetto di tutti, possedeva uno sguardo in cui a tratti – in quei momenti topici della carriera che hanno sancito la sua grandezza assoluta – sembrava balenasse una punta di malvagità.  Inoltre Larry Bird, Isaiah Thomas, "Magic" Johnson… tutti stronzetti fuori e anche un pò dentro.

Adesso sto correndo il rischio d'esagerare, Pato è poco più di un ragazzino. Magari aveva solo i maroni girati perchè la neo-sposa la sera prima era stata colpita da quella diplomatica emicrania che almeno una volta nella vita  viene utilizzata da ogni moglie o fidanzata. Tuttavia quella faccia lì…sì… da stronzetto, m'è piaciuta. Vorrei rivederla ancora, diciamo… nel 90% dei prossimi impegni. A dir la verità sono un pò stufo  dei "Faccia D'Angelo", dei figli di  tutte le mamme e fidanzati di tutte le figlie che tanto vanno a genio all'astronave madre.