La Curva del Milan, ammesso che il Milan abbia ancora una Curva, parla di storia d’amore con Berlusconi. Di amore bello anche se litigarello. Rimanendo nella metafora caro Berlusconi io invece “cancello il tuo nome dalla mia facciata” e ti dico che le tue bugie “puoi spedirle ad un indirizzo nuovo” perché per quanto mi riguarda troverai sempre chiuse – d’ora in poi – le porte della fiducia, della stima e del rispetto. Sovrapponi pure alla mia faccia e alla mia passione quella di qualche cortigiano del tifo magari. Questi ventitre anni "d’amore" sono stati truccati col rimmel da parte tua. Ed ora comincia ad apparire il vero volto della "storia" tra il Milan, noi e te.

La prima cosa da fare in questi casi è rendere onore a chi ha vinto con pieno merito il derby di sabato sera. L’Inter, come da me sempre detto e riconosciuto, è squadra di un’altra categoria rispetto a noi ed a tutte le altre partecipanti alla Serie A e farà un Campionato a sé. Solo un rendimento fuori dal normale di Diego potrebbe far avvicinare la Juventus all’Inter. Per rendimento al di là di ogni aspettativa intendo un Diego versione Maradona del Napoli. Ho i miei dubbi che ciò avvenga. In ogni caso le mie antipatie sportive vanno più ai gobbi che ai cugini quindi che rivinca l’Inter lo Scudetto.

Non serviva la partita di sabato per rendersi conto che tra Milan ed Inter c’è un abisso ma bastava guardare alla maestria con cui Moratti e tutti i suoi collaboratori hanno saputo gestire il mercato di quest’estate cedendo un giocatore che non voleva più restare come Ibrahimovic e sostituendolo con gente del calibro di Eto’o, Sneijder, Milito e Thiago Motta su tutti. Giocatori forti e scelti in base ad un progetto serio e mirato volto a rendere la squadra più completa di quello che era la scorsa stagione. Gli amici tifosi nerazzurri saranno giustamente orgogliosi dell’operato della propria società (prego alcuni di loro di non essere delusi per il mancato arrivo di Cassano) così come saranno fieri della schiacciante vittoria nel derby che poteva anche essere più larga nel punteggio visto che dal gol del vantaggio in poi non c’è stata più partita e nel secondo tempo loro si sono limitati a giochicchiare senza infierire (poteva finire tranquillamente sei o sette a zero se avessero voluto). Questo è stato per merito dell’Inter stessa che a livello di squadra ed a livello di singoli ha mostrato un’intelligenza, una qualità, una potenzialità ed un cinismo così performanti da risultare annichilenti e irresistibili per l’armata Brancaleone rossonera di Don Silvio da Arcore. Ridicolo dire che per mezz’ora siamo stati decenti o che con Gattuso in campo le cose sarebbero andate diversamente (anche perché doveva già andare fuori in occasione del rigore su Eto’o). L’Inter ha fatto “sfogare” un po’ il Milan all’inizio (peraltro non abbiamo creato niente d’importante) come si fa con le piccole squadre e poi ha colpito con la classe e la bravura dei tanti giocatori superiori ai nostri che possiede. Quindi bando alle ciance e vediamo almeno di saper perdere visto che non siamo più in grado di vincere contro le grandi.

I non caduti sul campo risultano essere alla fine delle ostilità: Storari, Nesta, Flamini e Pato. Di tutti gli altri “campioni ineguagliabili che tutto il Mondo ci invidia” restano le risposte sul terreno di giuoco date alle parole di Don Silvio da Arcore al Biscardi show visto che lì il teorico contraddittorio fu bloccato sul nascere con furbesca e vile repentinità dal Nostro.

Se guardassimo la partita di sabato si potrebbero ripetere certe considerazioni già ritenute acclarate e conclamate. Gattuso e Pirlo hanno appeso le scarpette al chiodo dopo l’accoppiata Mondiale-Champions e quindi due anni fa mentre Zambrotta ha detto basta già a Berlino ed ora dopo due anni passati alla Barceloneta è già al secondo da pensionato sui Navigli. Jankulovski deve ancora frequentare la scuola calcio per cui attendiamo che completi la sua formazione prima di poterlo giudicare sulle diagonali difensive. Seedorf deve aver saltato le lezioni inerenti alla possibilità di entrare a partita in corso per chi è seduto in panchina mentre Ambrosini Capitano molto in pectore e a scadenza di contratto vive tra color che son sospesi ed è nervoso e scarico. Thiago Silva detto il Mostro proveniente dalla Fluminense deve lasciare lo specchio negli spogliatoi invece di continuare a guardare quanto è bravo e bello durante tutti i novanta minuti (malissimo in particolare sul terzo gol) rischiando di far diventare kitsch la sua migliore qualità e cioè l’anticipo. Il Gaucho ha deciso di non giocare le partite serie per concentrarsi sulle partite contro le papabili per la retrocessione, con due o tre numeri da giocoliere al mese dovrebbe regalarci i punti per la salvezza anticipata. Borriello è quell’attaccante che salvi dicendo che fa movimento per i compagni e che si è sacrificato cioè è un attaccante che non fa gol che come inizio direi che è tutto un programma. Se poi lo si fa giocare largo a destra per permettere a messere Dentone da Porto Alegre di parcheggiare al centro la frittata è fatta.

Leonardo e Tassotti sembrano due che fanno esperimenti su una cavia. Il primo cerca di capire se è davvero giusta la sua scelta di fare il dirigente dopo il calcio giocato mentre il secondo, più vecchio di Mourinho di ben tre anni, sta ancora studiando da primo allenatore.

Ma è davvero così? Cioè che siamo niente di che rispetto all’Inter è noto ma facciamo così tanto schifo da poterci perdere anche con sei o sette gol di scarto senza dare il benché minimo segnale di vita? O c’è qualcosa che va oltre all’aspetto meramente tecnico-tattico?

Ebbene per me sta succedendo una cosa molto grave, più grave della disfatta con l’Inter: la squadra non viaggia compatta nella stessa direzione della proprietà e dell’allenatore da essa messo al timone. La squadra si sente tradita da Don Silvio da Arcore e percepisce tutta l’inesperienza del nuovo tecnico e la sua siderale distanza da quello precedente in fatto di conoscenze ed abilità. Sembra che la squadra non abbia voglia di lottare per questa proprietà e non dia tutto per questo tecnico. Si ha come l’impressione che lo zoccolo duro non abbia digerito né l’allontanamento di Ancelotti né tantomeno la cessione di Kakà e che abbia capito che si naviga a vista senza un’idea di progetto vincente nel breve periodo. Questo è doppiamente grave perché la rosa nei suoi uomini-cardine ha un’età media elevata, è gente che ha vinto tutto e fatica ad abituarsi all’idea di lottare per un terzo posto o per andare più avanti possibile in Champions League. Per questo non faccio fatica a pronunciare la parola Serie B. Stiamo molto attenti alle prossime cinque o sei partite perché se non dovessimo fare punti e ritrovarci invischiati in zone poco frequentate nella loro carriera dagli attuali componenti della rosa non so come potrebbe andare a finire anche perché ci manca un leader sul campo. Maldini manca già parecchio a questo Milan come l’indegna performance da Capitano di Gattuso l’altra sera ha ampiamente dimostrato.

Io dissi che Ancelotti avrebbe anche potuto andare via ma solo a patto che vi fosse un rinnovamento generalizzato della rosa partendo proprio dalla cessione di uomini come Gattuso, Seedorf o lo stesso Pirlo da sostituire con gente giovane ma già sufficientemente esperta. Mandare via Ancelotti tenendo tutti i suoi uomini dentro lo spogliatoio potrebbe essere stato un errore da pagare a carissimo prezzo. Ma la proprietà questo lo sa e forse non è così dispiaciuta all’idea di quello che potrebbe succedere. Per tutti questi motivi il tentativo di far passare Ancelotti come unica causa delle due nefaste ultime stagioni, se erano queste le intenzioni, naufragherà miseramente. Se invece fosse solo un paravento per gonzi e le intenzioni fossero state solo quelle di liberarsi velocemente dei nove milioni lordi di stipendio di Ancelotti e di non scegliere come sostituto un allenatore vero mettendo sulla panchina un bravissimo dirigente già stipendiato così da evitare di pagarne due allora è un altro discorso. Allora non si è mai avuto un interesse vero per far ritornare Gourcuff perché si volevano davvero riequilibrare i flussi di cassa in uscita per Thiago Silva. Allora Paloschi verrà lasciato a Parma per maturare ed aumentare di valore così da farci cassa vendendo il prossimo anno la propria metà a Ghirardi notoriamente più ricco di Don Silvio da Arcore, pieno di petroldollari ed agevolato dal regime fiscale del Granducato di Parma. Allora è vero quel che si dice a Londra e cioè che Pato è già un giocatore del Chelsea lasciato a Milano per quest’anno. Allora è vero che Shevchenko e Kakà sono stati solo i primi della lista e che d’ora in poi per chi andrà via dell’ultimo ciclo vincente o che si ritirerà non ci sarà più un sostituto all’altezza e così facendo questa è diventata la terza estate dopo Atene che non si effettua il rinnovamento della rosa. Continuando di questo passo si arriverà ad un punto in cui il crollo sarà improvviso e verticale per la presenza nell’undici iniziale di troppi ex-giocatori e per la seconda volta nel post cito la parola Serie B senza titubanze. La Serie B fa parte della nostra storia, storia di grandissimi alti e grandissimi bassi, così come la Polisportiva Milan fa parte della storia di Don Silvio da Arcore.

Concludo con un invito diretto a Leonardo uomo, ex-giocatore e dirigente che stimo assai. Se davvero ti era stato promesso un mercato che ti permettesse di giocare com’era nei tuoi progetti e sei stato quindi tradito dalla tua troppa riconoscenza verso questa società dimettiti questa sera stessa, giorno di chiusura della sessione di mercato estiva, perché ti avviso che è già in atto il processo mediatico che vorrà fare di te l’unico artefice delle nostre disfatte. Dimettendoti dimostreresti senza possibilità di smentite di non essere complice di questa situazione e metteresti le bugie della proprietà con le spalle al muro. Non saresti un codardo né un pavido bensì uno che per orgoglio e dignità prende atto di essere stato ridicolizzato da una proprietà che non ti ha preso neanche un giocatore sulle fasce laterali dopo che è tutta l’estate che affermi essere lo snodo fondamentale per il tuo gioco. Dimettiti Leo.