Manco la mia professoressa di italiano, un’interista di livelli mostruosi, oggi al mio ingresso in classe mi ha sfottuto.
Se non fosse stato per una inopportuna segnalazione di una mia compagna, l’argomento Milan non si sarebbe neanche affrontato.
Invece quel fatidico "Prof. è contenta per l’Inter di ieri?" ha scatenato l’inizio della fine.
"Ormai ci sono abituata" la sua risposta. Abissale, fredda ma tristemente vera, fottutamente vera.
Poi con area molto materna si gira verso di me ed esordisce con un "Luca, ormai non riesco neanche più a essere felice per le sconfitte del Milan, prima ci godevo un pò, adesso è veramente un peccato, per voi e per il calcio italiano." Sempre più abissale, fredda ma fottutamente vera.
Ecco, ormai ci ritroviamo a non venire neanche più sfottuti, al massimo un sorrisino, ma niente più.
Ma abbandonando questo discorso prettamente "cuginistico", già ottimamente descritto da Marcovan nel post-derby quel che rimane è veramente desolante.
Stringiamoci forte, se è vero che il calcio è ciclico, forse possiamo dire la nostra tra un paio di anni, con un presidente volenteroso, nuovi innesti e senza l’insensato progetto "pareggio di bilancio e vittorie".

C’è gente che ha visto il Milan in B, chi ha vissuto l’epoca di Tabarez, chi quella del 10 posto con Capello e chi ha vissuto le catastrofiche serate di Istambul e La Coruna, ma in tutte queste occasioni il Milan sembrava avere in Berlusconi un punto di raccolta sicuro che ci avrebbe traghettato verso acque più vittoriose.
E’ finito il tempo delle spese folli, questo lo si sapeva già, ma sembra anche finito il tempo delle spese necessarie.

Fuori l’orgoglio tifosi Milanisti, stiamo vivendo una situazione difficile, difficilissima, che sembra insuperabile se non con una rivoluzione, che tra l’altro non da alcuna garanzie di successo.
Ma qui torniamo al punto d’inizio.
Non vogliamo per forza un Milan ultra-competitivo in ogni ambito, ma un Milan , anzi una dirigenza, che ci dia dei chiari e non utopistici obbiettivi. Anche con una squadra che dichiaratamente lotta per raggiungere l’Europa League ci sarebbe molta gente allo Stadio.
Perche noi amiamo il Milan, non le sue vittorie!