Il Milan, attraverso l’a.d. Adriano Galliani, ha annunciato il rinnovo del contratto di Pato per i prossimi 5 anni. La punta verdeoro si è legata al club di via Turati sino al 2014 con un adeguamento dell’ingaggio. Gazzetta.it

Esultanze, abbracci, cori di "evviva Silvio"? Manco per sogno.
Al di là della notizia in sé, che sul momento mi fa piacere, sono spinto a una serie di riflessioni.
Innanzitutto una riflessione tecnica: un rinnovo dopo una serie di partite scialbe, specie con adeguamento dell’ingaggio, può sicuramente influire positivamente sull’umore del nostro paperino preferito.
E questo è l’unico lato positivo.
Di certo non si tratta di una "blindatura": il caso Kakà è ancora fresco fresco.
E di blindatura, forse, non se ne avvertiva nemmeno il bisogno: Chelsea col mercato bloccato, Real saturo di campioni, Barcellona idem, l’unica che potrebbe pensarci è il Man UTD ma non ha mai manifestato interessi per il nostro palmipede.
PIuttosto potrebbe essere una manovra di "futura monetizzazione", in caso di vendita della società.
Ovvero Silvgallianiio vende Pato, incassa qualche soldino che non fa mai male, la squadra si svaluta ancora di più, e può regalare gli scarti a qualche imprenditore di passaggio che ci condurrà verso una quantomeno improbabile rinascita, a meno di non avere cuore rossonero e portafoglio pieno di euri.
Il mio timore, tuttavia, è che non si tratti di niente di tutto questo: nè recupero tecnico del giocatore, nè blindatura dal mercato, nè altro.
Il mio timore è che sia l’ennesima presa in giro: come mascherare ai tifosi – giustamente – incazzati la patetica serie di pessimi risultati fin qui ottenuti?
Rinnoviamo il Papero!!
Ovvio no?
E così, mentre tutti ringraziano Galliani della mossa, i soli 3 gol segnati fin qui in campionato, i 7 punti in 5 partite, le 4 pappine nel derby, finiscono nel dimenticatoio.
"L’amore non è bello, se non è litigarello" dice la curva.
Io voglio la pausa di riflessione.