I fatalisti. Quelli che Silvio se lo terrebbero pure, ma che un passaggio di proprietà non li farebbe cadere in depressione; quelli che le-cose-stanno-così-che-ci-vogliamo-fare; quelli che lo sport è ciclico, quelli che si potrà tornare a vincere ma anche no, quelli che mal che vada la prossima generazione di cacciaviti subirà una purificante palingenesi (abbiate pazienza, è la mia parola del mese, da novembre comincerò con "onomatopeico").

I fedelissimi. Quelli che Silvio vogliono tenerselo a tutti i costi; quelli che credono in una miracolosa resurrezione in stile zaccheroniano e nel trionfale prosieguo Ancelottiano. Quelli che in genere s’addentrano in torrenziali filippiche nei confronti dei milanisti poco praticanti per poi giungere immancabilmente alla seguente minacciosa conclusione: "Non credere di poter un giorno risalire sul carro dei vincitori, interista!" Quelli che Adrianone nostro  in un’occasione ebbe a definire "tifosi evoluti".

Gli annoiati. Quelli che di Silvio sono un pò stanchi ma se lo terrebbero per timore dell’ignoto, quelli che piuttosto opterebbero per una rivoluzione "interna". Quelli che al Milan non succede mai niente di nuovo e, se c’è il minimo sentore che qualcosa possa succedere, si afferrano i maroni per scaramanzia. Quelli che non ne possono più delle interviste di Galliani e delle stesse facce trotterellanti per il campo senza una meta precisa. Quelli che da almeno due anni tentano inutilmente di far capire (ai fedelissimi) di essere consapevoli che non sempre si vince, ma che ci s’accontenterebbe di non sbriciolarsi le mandibole a forza di sbadigli in ogni maledetta partita.

I sinistrorsi. Quelli che… beh, basta la parola. Quelli che non vedono l’ora di liberarsi dello storico imbarazzo di non poter esprimere pienamente il proprio odio verso il leader della Casa Delle Libertà; quelli che ora, approfittando del delicato momento della squadra e della sensazione che il Re stia per essere denudato, sputano una quantità industriale di  veleno su ogni cosa a tinte rossonere si muova o anche soltanto pulsi impercettibilmente.

Quelli il cui pensiero coincide probabilmente con quello della squadra dopo le esternazioni estive sull’intenzione di ridurre gli stipendi del 50%.