Primo tempo.  Non accade quasi nulla: Pirlo che osserva l’uomo che viene da dietro, nella fattispecie Pinzi, tiro, Dida che a sua volta osserva la palla mentre  questa rotola indisturbata in rete, avversari che sembrano dei fenomeni e sbagliano il primo appoggio al quarantesimo o giù di lì. Insomma, solito copione e un pò tutti che stanno ad osservare, compresa la morosa che osserva perplessa me mentre inveisco come un forsennato per quaranticinque minuti contro quasi tutto ciò che di rossonero si muove sul verde schermo televisivo (quindi non su Huntelaar, lui si salva perchè non si muove e dimentico che è stato schierato). Quasi tutto dicevo, mi coccolo soltanto Clarenzio e i due centrali difensivi.

Secondo tempo. Accade molto di più: Pirlo continua a non correre, in compenso si esibisce in un tiro di merda e in qualche passaggio calibrato in tribuna, tuttavia la squadra migliora nel gioco e nella determinazione. Dinho fa buone cose, Thiago Silva suona la carica poi fa la sua cappellata da contratto che, se non fosse che Sandrone è Sandrone, ci costerebbe il raddoppio per i clivensi. Nel frattempo la morosa si stufa di tapparsi le orecchie e corre al piano superiore a guardarsi uno degli orribili programmi televisivi che è solita seguire.
Meglio così, si perde l’ingresso di Borriello ed evito di vederla leccare lo schermo. Buon impatto, siamo in undici finalmente. Ma, nonostante i miglioramenti sul piano della manovra, non è che le occasioni giungano a raffica come dovrebbe accadere ad una squadra che deve rimontare. Clarence si vede negare il pareggio da Sorrentino, poi vedo Leo che richiama Dinho in panca per inserire Inzaghi. Penso: vaffanculo Leo, non capisci un cazzo!!! Infatti Borriello prende la traversa, interviene il solito Sandrone, il mio Capitano e la mette dentro. Pirlo decide che è ora di svegliarsi e comincia ad inventare. Attenzione, ora accade l’incredibile: Dida para una palla impossibile, una delle sue dei tempi andati, quelli in cui è stato il numero uno al mondo seppur per un periodo limitato. Nel rovesciamento di fronte Sandrone sigla il raddoppio. Chievo battuto 2 a 1, meritatamente.

Il calcio è bello, il Milan è bello, pure Dida è bello. Sandrone è un figo: la morosa scende e mi osserva preoccupata mentre bacio  l’immagine di Nesta durante l’intervista quale uomo partita-Sky. Dovrò darle spiegazioni, credo.


Ah, dimenticavo: bravo Leo.