Seconda puntata dell’emergente rubrica "Quei terribili ragazzi", ancora una volta dedicata al vivaio di casa rossonera. Oggi (un po’ in ritardo a dire il vero, ma il simpatico topic di Marcovan meritava maggiore visibilità) vi parlo di un ragazzino del 1992, un attaccante moderno, dai piedi buonissimi e spiccato senso del gol: Simone Verdi.

Originario della provincia di Pavia, 171 cm per 61 kg di statura, a soli 17 anni ha esordito subito da titolare nella Primavera del Diavolo,(complice l’infortunio del compagno Giacomo Beretta) andando in gol già alla prima giornata contro il Cesena. Snobbato dalla nazionale di categoria, ha fatto le fortune del Milan, guidandolo in testa al campionato Primavera. Infatti ha segnato anche contro il Padova, e ha incantato nell’impresa dei nostri ragazzi contro l’Inter, in coppa Italia, partita in cui ha illuminato il campo con un meraviglioso assist per Zigoni (di cui parleremo prestissimo) e siglando personalmente il gol del 3 a 0 che ci è valso il passaggio del turno.
Ancora in gol col Mantova, ha bucato la rete della Triestina, affermandosi come attuale capocannoniere della nostra formazione in campionato (4 gol come Zigoni), oltre che miglior assist-man.

Ha già sentito il profumo della Serie A, grazie a Leonardo che l’ha portato in panchina nelle gare contro il Chievo Verona, il Parma e persino il Real Madrid in Champions League. Dato che il giochetto preferito sui ragazzi è "a chi assomiglia?" , si può dire che il suo numero di maglia è abbastanza adatto: Simone Verdi, infatti, scende in campo con la maglia numero 7, stesso numero di Shevchenko, Pato, o Cristiano Ronaldo. E da loro ha "preso" velocità, tecnica, senso del gol, e abilità negli assist.
In sostanza un ragazzo dal grandissimo futuro, riuscirà a farsi valere?