Ovvero arrivederci in lingua gaelica: l’Irlanda della premiata ditta Trapattoni & Tardelli, dopo un avvincente spareggio di ritorno per partecipare a Sudafrica 2010, saluta e se ne va…

 

 

Definire scandaloso

il gol di Henri che è valso il pareggio per i transalpini – con conseguente qualificazione – è dir poco, dal momento che, oltre ad un fuorigioco grande approssimativamente quanto lo stato del Texas, l’azione che ha portato alla realizzazione viene addirittura pesantemente viziata da un plateale tocco di mano da parte del giocatore di cui sopra…

 Fuori in maniera ignobile, tenuto conto anche delle esultanze dei francesi e di Domenech in particolare; se poi pensiamo alle  dichiarazioni rilasciate da Henri, a caldo, subito dopo il match, il senso di nausea non potrebbe fare altro che aumentare in maniera esponenziale…

 
 

Il punto però è un altro: io, ieri, mai e poi mai avrei tifato per Trapattoni

 
 

Cercherò di spiegare, in sintesi, i motivi che non mi fanno amare proprio per niente questo emblema del calcio italiano:

 
 

1) Non posso perdonargli il fatto di aver fatto vincere uno scudetto all’Inter con un gioco (ed una mentalità) da catenacciaro, quando nello stesso periodo un certo Arrigo Sacchi insegnò a tutti come giocare per vincere e dominare sul piano tattico l’avversario; il Trap di trofei ne ha vinti eccome, ma pensando alle squadre che lui ha fatto vincere (Inter e, prima ancora, Juventus), tutte questi trionfi se li poteva tranquillamente risparmiare…

 
 

2) Vorrei ricordare che l’allenatore in questione ci ha fatto disputare gli europei e i mondiali più ridicoli nella storia del calcio italiano (Giappone/Corea 2002 è stato un qualcosa perfino più imbarazzante di Messico 1986, e ho detto tutto), dotandoci di un non gioco che sarebbe riuscito nell’impresa di farci rimpiangere un Cesare Maldini


 

3) Non ho mai sopportato gli irlandesi, praticamente l’unico popolo arretrato a nord delle Alpi; aggiungiamoci un professore irlandese della scuola dove lavoro che definire pezzo di melma è ancora un complimento ed il quadro è completo…

 


 

4) Agli occhi di molti, Trapattoni è un simbolo per via di molte battute, modi di dire ed interviste che hanno fatto la storia; io però lo vorrei anche ricordare per questioni ridicole come quella della bottiglietta d’acqua benedetta (e ci siamo accorti tutti della fortuna che effettivamente tale talismano sapeva offrire, vedi mondiale 2002) e per aver apostrofato in malo modo la giornalista Irma d’Alessandro dopo una domanda assolutamente legittima…


 

Ad ogni modo, l’eliminazione dell’Irlanda segna il fallimento anche del vice di Trapattoni, l’indimenticato (ed indimenticabile) Marco Tardelli, da sempre nei nostri cuori (e chissà come mai)…


È davvero un peccato, allenatori che hanno saputo offrirci, in un passato neppure troppo remoto, spettacoli di un certo tipo (nonché partite dai punteggi astronomici – o tennistici) sicuramente avrebbe potuto offrirci molto sul piano del gioco ai prossimi mondiali (come no?), ma il fato (ed una buona dose di stronzaggine da parte di qualcuno, mi verrebbe da dire) ha segnato irrimediabilmente il loro destino…

 


 

C’è anche, tra l’altro, un po’ d’ironia, visto che l’Irlanda di ieri ha dimostrato un gioco ed un’attitudine davvero inediti se pensiamo a quello che il buon Juan da Cusano Milanino ci ha offerto in quasi trent’anni di panchina; comunque, carissimo Trap, sappi che almeno a me tu non mancherai proprio per niente…

 
 

Hai fatto il tuo tempo, tempo che per me potevi ti potevi anche risparmiare; se vuoi, ti posso ricordare per quello che ci hai fatto vincere come giocatore del Milan (ricordare, comunque, neppure tanto, visto che sono del ’76), ma, per il resto, non è mia intenzione andare oltre…

 
 

Ho sperato in una tua eliminazione e l’idea di godere era tanta, ma non me la sento di infierire oltre viste le circostanze che ti hanno condannato; almeno in questo caso, mi considero onesto abbastanza da riconoscerlo, un onore te lo sei saputo guadagnare sul campo (applausi per il fair-play dei giocatori irlandesi a fine partita, io non sarei mai arrivato a tanto)…


 

Slán leat, Trap (anche se un so long, forse, lo intenderai un po’ meglio)… 
 

 

P.S. Dagli spareggi sono venuti fuori dei risultati effettivamente sorprendenti: in particolare, saltano all’occhio la storica qualificazione della Slovenia ai danni della Russia e la vittoria della Grecia sull’Ucraina di Shevchenko; tuttavia, che dire di un costantemente candidato al Pallone d’Oro che i mondiali se li gusterà da casa? Come? Di chi sto parlando? No, non mi sto riferendo a Cristiano Ronaldo (giocatore che ha già di per sé vinto questo trofeo e che ai prossimi mondiali ci sarà), parlo di un giocatore da sempre – e non si capisce su quali basi – paragonato ad una leggenda chiamata Marco Van Basten, un giocatore da sempre in grado di entusiasmare le platee con valanghe di gol in competizioni internazionali per club e con la maglia della propria nazionale (!?)…


A lui dedico volentieri questa canzone (al Trap, tutto sommato, gliela voglio risparmiare), conscio del fatto, che, prima o poi, quest’attaccante le sue soddisfazioni se le prenderà tutte, magari già in questa edizione della Champions League e a spese di una squadra dalle strisce nerazzurre, chissà…